Il tutore/L’autore a chi legge

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L’autore a chi legge

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Lettera di dedica Personaggi

[p. 333 modifica]L’AUTORE

A CHI LEGGE.

QUANDO confidai agli Amici miei avere una Commedia com- posta, il di cui titolo era // Tutore, e quando si annunciò al Popolo dalle Scene, si aspettavano quasi tutti vedere rappresen- tato un Tutore infedele, il quale dilapidando con tradimento le sostanze de’ suoi Pupilli, scoprisse le ruberie de’ suoi pari, e ne seguisse il castigo. Una tale Commedia non sarebbe fuor di pro- posito per una parte, ma temerei produr potesse de’ cattivi ef- fetti per l’altra. Mettere un ladro in iscena è sempre cosa peri- colosa. Prima che giungasi a vedere il di lui castigo, si vedono le furberie ch’egli usa, l’arte di cui si serve per commettere e cau- telare le sue rapine, e chi si parte dalla Commedia, prima ch’ella si avvicini al suo termine, ha imparato a rubare, senza il tragico esempio di chi commette lai furti.

Ma quantunque ancora mandato avessi un infedele Tutore alla pena della galera o della morte, che prò ne avrei riportato? Coloro che invaghiti si fossero del modo e della facilità con cui si possono gli amministratori arricchire, avrebbero pensato imitarli in questo, e studiato avrebbero poscia il modo di meglio palliare le loro frodi per isfuggire il castigo. Tale è il frutto che per lo più si ritrae da quelle Rappresentazioni, che hanno per Protagonista un malfattore, un ribaldo. S’imprime più facilmente nell’animo di quelli che ascoltano le sue lezioni, di quel che vaglia a disingarmarli o il suo pentimento, o il suo castigo, credendo ciascheduno di po- ter essere più fortunato nella condotta de’ suoi delitti, siccome nell’atto medesimo che un borsajolo s impicca, altri vi sono fra gli spet- tatori che vanno a caccia di borse.

In questo spero io non essermi certamente ingannato. Nelle Commedie mie non ho avuto la sola mira di porre il vizio in ridi- colo e di punirlo, ma lo scopo mio principalissimo è stato e sarà sempre mai di mettere la virtù in prospetto, esaltarla, premiarla; [p. 334 modifica]innamorare gli spettatori di essa, e darle poscia maggior risalto col confronto dei vizj e delle loro pessime conseguenze.

Ecco dunque con tale idea formato il mio Tutore, attento, puntuale, fedele, dalla cui onoratezza, sollecitudine e zelo, potranno apprendere quelli che assunto hanno un tal carico, quale sia il do- ver loro, quale impegno si debban prendere, non solo negl’ mte- ressi de’ Pupilli, ma nell’onore di essi, e nella di loro più con- venevole educazione.

Ottavio, contutore di Pantalone, ci rappresenta un’altra specie ridicola di quei Tutori, che per ragione di sangue si chiaman tali, ma per incuria, ignoranza o poltroneria rovinano i Pupilli congiunti loro. Questi è un personaggio ridicolo sulla Scena, ma lagrimose sono le conseguenze di quelli che realmente così si governano.

Anche il carattere di Beatrice merita di essere considerato : insegna alle Madri pazze, a quelle Madri che amando ad onta dell’età la conversazione, si servono delle Figliuole per coltivarla, insegna loro che il mal esempio, la mala educazione e la poca custodia mette in pericolo l’innocenza, e rovina senza avvedersene il proprio sangue. (’)

(1) Neil" ed. Paperini di Firenze (t. II. 1753), dove per la prima volta fu stampata questa prelazione, seguiva ancora : Questa Commedia, stampata in Venezia nel Tomo V dal Bettinelli, ebbe l’onore che le stampassero in fine un Sonettaccio recitato dal Pantalone. I Comici a’ quali sembra aver guadagnato assaissimo, qualor si sentono dall’Udienza batter le mani, pregavano me sovente, che per ottenere cotale applauso facessi loro un Sonetto ; qual- che colta li ho compiaciuti, ma che Sonetti sono questi ? Robaccia da Scena, che niente ha che fare colla Commedia, ed e una impertinenza che mi si stampino ad onta mia, ed io lo deggio con amarezza soffrire.