Io cerco moglie!/XII

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XII. Intervista ancillare

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XI XIII
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XII.


INTERVISTA ANCILLARE.


La servetta veniva giù per la stradicciuola fra le due siepi di biancospino, col cesto della spesa: passo baldanzoso; testa scoperta.

È una ragazza rossiccia, solida, sagomata alla campagnola, con qualche sovrapposizione di capriccio cittadinesco. Labbra grosse, guance fiorite di salute, nonchè di bitorzoletti. [p. 102 modifica]

Le attraverso la strada e le parlo così:

— Permettete una parola, signorina: in quella villa, lassù, avvengono cose molto sospette. Si sentono grida; si vedono segnalazioni con bandiere bianche. Ogni sera, poi, una signorina precipita sino alla linea del tram a dare appuntamento ad un signore con un plico nero. Tutte le sere, e non il venerdì. Perchè non il venerdì? Ciò è misterioso. Voi non ignorate che siamo in tempo di guerra.

La ragazza un po’ si mette a ridere, un po’ ha spavento.

— Lei è uno della questura?

— Tutto può essere.

— Gli strilli — dice — sono della signorina che canta.

— Col piano, canta?

— Senza piano: e la bandiera bianca è la biancheria lavata.

— La biancheria la lava il lavandaio.

— E invece la mia signora fa il bucato in casa. Ma lei quante cose vuol sapere? Se andasse invece a prendere i ladri, sa quanto farebbe meglio!

(Forse la servetta ha ragione, e muto sistema).

— Sentite: io sono un uomo d’affari e ho bisogno di alcune informazioni riservate sul conto del vostro padrone; e questo è per voi. — Così [p. 103 modifica]dicendo le presento un bel biglietto nuovo da dieci lire, che la fa sorridere.

Rifiuta il denaro, perchè del signor avvocato non può dire che bene.

— Ciò vi fa onore, ma il denaro di regola non si rifiuta mai. Dunque la signorina canta?

— Tutte le mattine come un fringuello.

— Allora non è melanconica la signorina?

— Melanconica? Già che si sta a questo mondo, si deve anche essere melanconici?

— Mi piace, perchè questa è anche la mia opinione. Dunque allora la signorina si alza presto al mattino?

— Certamente, perchè la sera va a letto presto. Sì, ma lei vuole sapere della padroncina e non del signor avvocato.

Lodo la sua perspicacia e la prego di accettare una moneta d’oro. Io premio sempre la intelligenza, perchè ciò costituisce sempre un ottimo affare. Però la avverto di non cambiare alla pari perchè le monete d’oro stanno diventando rarità di museo. L’oro è un metallo prezioso, in quanto fa sorridere di felicità.

La servetta sorrise anche lei e mi parve disposta a stringere con me un patto di alleanza.

Domando alla servetta perchè venerdì la signorina non è andata incontro a suo padre.

[p. 104 modifica]— Forse perchè aveva mal di testa?

— La signorina non ha mai mal di testa.

— Forse perchè aveva mal di denti!

— La signorina non ha avuto mai mal di denti.

— Allora perchè ha preso il purgante?

— Ah, signore....

— Potete voi assicurare che la signorina non ha preso il purgante?

La servetta assicura che la signorina non fa uso di purganti.

— Ma lei fa bene delle vaghe domande....

— Vi prego di occuparvi della risposta e non della domanda. Allora la signorina leggeva venerdì qualche romanzo....

Ah, i romanzi! quella cosa che fa liquefare il cuore!

Dove era stata prima a servire, c’era una signorina che leggeva sempre romanzi, e lei era chiamata a partecipare alle emozioni della lettura. Ma la signorina Oretta non legge romanzi.

— Si chiama Oretta la vostra padroncina?

— Sì, Oretta.

— Mai inteso: ma un bel nome. E se non suona il piano, se non legge romanzi, che cosa fa tutto il giorno?

— Cosa fa? ah, cosa fa? anzi cosa facciamo [p. 105 modifica]tutto il giorno? Lo domandi alla padrona. Non si finisce mai di lavorare in quella casa.

— Allora — dico io — venerdì la signorina Oretta era occupata a scrivere una lettera all’innamorato.

Oh, che cosa io avevo mai detto! — Bene è vero — osservò la servetta — che oggi le signorine cominciano a parlare di fidanzati dal tempo delle sottanine corte; — ma ella mai aveva inteso dalla signorina Oretta proferire discorsi di fidanzati.

— Voi garantite che non ha fidanzati?

— Ma se ne avesse uno, sarei io la prima a saperlo.

— Allora perchè non è venuta venerdì?

È un segreto che la servetta mi confida dietro promessa di non palesarlo a persona. Due anni fa la padrona è stata molto male; e durante la malattia la signorina ha fatto un voto al Signore: che se la mamma guariva, tutti i venerdì non sarebbe mai uscita dalla sua camera. La signora è guarita, e lei tutti i venerdì non esce di casa.

— Sa lei, signore, che è una cosa ridicola?

— È vero, — risposi, — ma vuol dire anche che la signorina fa onore ai suoi impegni, e ciò mi piace.