Istoria del Concilio tridentino/Libro ottavo/Difficoltà sopra 'l libro dell'arcivescovo di Toledo

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Libro ottavo

Difficoltà sopra 'l libro dell'arcivescovo di Toledo

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Difficoltà sopra 'l libro dell'arcivescovo di Toledo
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Nacque in questi giorni una difficoltà, se ben privata, assai contenziosa; perché, avendo li padri deputati sopra l’Indice dato di veder l’opera di Bartolomeo Caranza, arcivescovo di Toledo, ad alcuni teologi e quelli avendo referto che nel libro non si trovava cosa alcuna degna di censura, la congregazione l’approvò et, a petizione dell’agente di quell’arcivescovo, ne fece una publica fede. Ma perché quel libro e l’autore erano sotto la censura dell’Inquisizione di Spagna, il secretario Castellunne diede aviso e fece querela col conte di Luna, il qual si dolse co’ padri di quella congregazione e ne ricercò ritrattazione; né inclinando essi a rivocar il decreto fatto, avendolo per giusto, il vescovo di Lerida, o mosso dal conte o per altra causa, si diede a parlar contra quel decreto e biasmarlo, portando luoghi del libro, che con sinistra interpretazione parevano degni di censura; e quello che piú importava, toccando anco il giudicio e la conscienza di quei vescovi. L’arcivescovo di Praga, come primo di quella congregazione, per difesa propria e de’ colleghi, fece querela co’ legati, ricercando che facessero dimostrazione e protestando di non intervenire in atto publico sin che la congregazione non avesse la debita sodisfazzione. Il cardinale Morone s’interpose e conciliò concordia con queste condizioni: che della fede fatta non se ne dasse altra copia, che Lerida dasse sodisfazzione di parole alla congregazione et in particolare a Praga, e che si mettesse da ambe le parti il fatto in silenzio. Et il conte di Luna con preghiere, a’ quali non si poteva repugnare, ebbe in mano dall’agente di Toledo la fede et in questa maniera fu sedato il romore.