Istoria del Concilio tridentino/Libro quinto/Vana pompa di ubedienza renduta al papa da un patriarca d'Oriente

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Libro quinto

Vana pompa di ubedienza renduta al papa da un patriarca d'Oriente

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Libro quinto

Vana pompa di ubedienza renduta al papa da un patriarca d'Oriente
Libro quinto - Rifiuto di Ferdinando e di Massimiliano a consentire alla successione di Filippo all'Imperio Libro quinto - Il re Edoardo muore in Inghilterra; a cui succede Maria; le leggi di Edoardo in fatto di religione annullate; Maria sceglie Filippo di Spagna

Vedendo il pontefice che per l’alienazione della Germania la riputazione della sua Sede si diminuiva appresso a’ popoli della sua obedienza, immitando Eugenio IV, che sostentò la riputazione che gli levava il concilio di Basilea con un’apparenza de’ greci et un’ombra d’armeni, et il fresco essempio di Paolo III suo precessore, il quale nel tempo che bollivano le contenzioni tra lui e l’imperatore per la traslazione del concilio a Bologna, che gli davano molto carico appresso a’ popoli, con molte ceremonie ricevette un certo Stefano con nome di patriarca dell’Armenia Maggiore, con un arcivescovo e 2 vescovi venuti a riconoscerlo per vicario di Cristo, universale maestro della Chiesa, e rendergli obedienza, con questi essempii Giulio, con molta solennità publica, ricevette un certo Simon Sultakam, eletto patriarca de tutti i popoli che sono tra l’Eufrate e l’India, e mandato da quelle chiese per esser confermato dal papa, successore di Pietro e vicario di Cristo. Lo fece ordinar vescovo, e con le sue mani in consistorio gli diede il pallio patriarcale, e lo rimandò a casa, acciò la chiesa non patisse nella sua assenza, accompagnato da alcuni religiosi intendenti della lingua siriaca. Da che nacque che non solo per Roma, ma per tutta Italia non si parlava se non dell’immenso numero de cristiani che in quelle parti sono, e dell’aummento grande che la Sede apostolica fatto aveva. Particolarmente si discorreva di gran numero di chiese nella città di Muzal, che dicevano esser l’antica Assur sopra il fiume Tigri, oltra il quale poco distante ponevano de là dal fiume l’antica Ninive, celebre per la predica di Iona. Sotto la giurisdizione ponevano Babilonia, Tauris et Arbela, famosa per il conflitto tra Dario et Alessandro, con molte regioni della Assiria e Persia. Trovavano anco le antiche città nominate nella Scrittura, et Ecbatana, dagl’altri autori Seleucia, e Nisibi. Narravasi come questo, eletto da tutti i vescovi, fu mandato al pontefice per la conferma, accompagnato da 70 sino in Gierusalem, e de là in oltra da tre di loro, uno de quali era morto e l’altro restato in viaggio infermo, et il terzo, per nome Calesi, con lui gionto a Roma. Le qual cose tutte poste in stampa erano lette con gran curiosità. Ricevette anco il papa un altro Marderio, assirio iacobita, mandato dal patriarca antiocheno a riconoscer la Sede apostolica e dargli obedienza e far la professione della fede romana; ma il mondo, saziato di quel primo, poco si curò saper le cose di questo secondo.