Istorie dello Stato di Urbino/Libro Primo/Capitolo Terzodecimo

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Libro Primo, Capitolo Terzodecimo

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CAPITOLO TERZODECIMO.

Come i Galli Senoni mentre i Romani occupati nelle guerre stavano contro i Tiburtini, due volte contro di Roma andarono: mà da romani ributtati vennero.

NON gran tempo dopò, che i Senoni vittoriosi, e ricchi di preda dalla Città di Alba, alle lor case tornaronsi (non essendo ad altre imprese occupati, ne potendo mantenere nell'otio gl'impulsi generosi del superbo animo loro) di nuovo posto all'ordine l'Essercito, secondo il solito numerosissimo de' combattenti, con celerità, e secretezza verso di Roma s'inviarono, per tentare di farsene padroni: Assicurandosi, che quando l'impresa, loro fosse riuscita, ben tosto di tutta l'Italia sariano divenuti Signori; non ritrovandosi all'hora natione, che potesse à loro progressi (fuor che i Romani) ostare, i quali per esperienza trovarono, esser non meno circa le consulte militari prudenti, che nell'essequire valorosi. Et essendo giunti alla strada Salaria, vicino all'Aniene, prima che in Roma fosse la nuova sparsa, nel medesimo luogo, solo trè miglia lontano dalla Città, s'accamparono. I Romani, trovandosi così alla sprovvista questo nemico sopra; quantunque per le vittorio passate gli stimassero poco, tutta via non essendo ancora in tutto la memoria spenta dell'antiche rovine, non era per affatto nel cuore de i medesimi estinto il timore. Onde senza indugio (secondo che riferisce Livio nel settimo Libro della prima Deca) crearono Dittatore T. Quinto Peno, ilquale commandando, che tutti gli officij Curiali tosto si tralasciassero, e tutta la gioventù Romana soggiacesse al sacramento della militia, un grosso numero di combattenti formò, con cui bene schierati, dalla Città uscito, andò à fermare gli steccati al ponte del fiume Aniene, di rincontro à gli nemici, che dall'altra parte del detto fiume à capo del medesimo ponte stavano posti; per l'acquisto del quale continuamente frà gli unni, e gli altri scaramuccie facevansi. Et essedo un giorno sopra di quello un Senono comparso, di smisurata grandezza, che avanzava di altura ogni [p. 50 modifica] [p. 51 modifica] [p. 52 modifica] [p. 53 modifica]gran pesi d'oro, che trà le spoglie nemiche ritrovato haveva. Et si come questa vittoria per esser à loro stata sanguinosa poco, non meno fù che le vittorie di Camillo stimata; così uguale si decretò da Padri fosse il Trionfo.