Istorie dello Stato di Urbino/Libro Secondo/Trattato Secondo/Capitolo Sesto

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Libro Secondo, Trattato Secondo, Capitolo Sesto

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Libro Secondo, Trattato Secondo, Capitolo Sesto
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CAPITOLO SESTO.

De’ Luoghi murati, che nell’Umbria Senonia al presente si trovano.


Oltre i luoghi nominati di sopra, altri in maggior numero nell’Umbria Senonia si trovano, si come attesta Francesco Sansovino nel secondo libro delle Cronolog. dove solo dello Stato d’Urbino, che trà questi limiti (toltone Gubbio) si racchiude, sommariamente parlando, come qui sotto scrive Francesco Maria Secondo, Prencipe di bell’animo, e molto simile all’Avo, governa pacificamente il suo pacifico Stato: Hà sette commode Città, che sono Pesaro, Augubbio, Sinigaglia, Fossambrone, S.Leo, Cagli, & Urbino, tutte con Vescovado. Contiene quattro Fortezza nobili, Pesaro, e Sinigaglia sù l’acque, Urbino, e S.Leo sù l’Apennino. Possiede parimente tre Provincie, [p. 179 modifica]Montefeltro, Massa Trabaria, & il Vicariato di Mondavio, & intorno à 500. fra Terre, e Castella murate, senza i Villaggi aperti, che sono in gran numero, da' quali cava soldati di gran valore, e Capitani importanti, & Ingegnieri. L'istesso quasi afferma Abrahamo Ortellio nel Teatro del mondo del medemo Stato con queste seguenti parole favellando. Lo Stato d'Urbino posto quasi in mezo dell'Italia abbraccia parte di tre Provincie, cioè, dell'Umbria, Romagna, e Marca, ridotto in Provincia particolare, & sin dell'anno 1473. eretto in Ducea. Hà da Oriente la Marca, da Occidente la Romagna, da Settentrione il Mare Adriatico, da mezo giorno l'Apennino. La longhezza sua è più di 70. miglia, la larghezza intorno à 50. I fiumi principali sono l'Isauro, il Metauro, il Cesano, e la Neola. Contiene sette Città, tutte con antichi, & assai ricchi Vescovadi, e molte Terre nobili, e tante Castella cinte di mura, che passano al numero di 400. oltra molte altre, che con titolo di Marchesado, ò di Contado sono per beneficio di quei Prencipi, possedute da Feudatari di molta qualità; con quel più che siegue à lode del medesimo Stato, che per brevità tralascio. Non posero gl'allegati Scrittori Urbania, e Tiferno Metaurense trà l'altre Città, non essendo esse in quei tempi nel Catalogo delle Città connumerate. Et acciò che il Lettore non pensi essere fintione poetica quanto i citati Scrittori dello Stato d'Urbino han scritto, brevemente hò risoluto ad uno per uno tutti gl'accennati luoghi annoverare, insieme con alcuni altri, che trà i confini compresi dell'Umbria Senonia lo Stato sudetto in alcune parti fiancheggiano; sicome il Magino, e l'Ortellio nelle Corografie loro annoverati gli hanno. & il Discorso all'Orto incominciando, nelle Foci Esine toccarò de Senoni la prima sabbia, dove fondata vedesi una bella, e forte Rocca, la quale sicome da gl'Anconitani per frenare la voracità de Corsari provede. Le Ripe quindi del fiume costeggiandosi, la Badia ricchissima s'incontra di Chiaravalle, & in delitioso sito l'abbondante, & antica Città di Iesi, e più altro ove il piano s'astringe sopre d'un Monte l'honorevol Terra di S. Quirco, già da gl'Imperatori Germani molto favorita. di dove per li Colli al Mare piegandosi la Terra alla sinistra si lascia della Serra de Conti, hoggi grandemente honorata da gli Honorati, e nel medesimo Tratto quà, e là per quei campi scorrendosi; Luoghi diversi in vaga prospettiva appaiono. Specialmente Rasora, Poggio di S. Marcello, Monte Carotto, Castel del Piano, Belvedere, S. Marcello, Mussiano, e Morre, tutte belle, e forte Castella, che alla Città di Iesi soggette, con un semicircolo gli fanno da questo lato antemurale, e vaga corona, e di questo Territorio fuori nel Monte Bodio la Terra Illustre di Monte Alboddo, e più al Mare vicino il Monte di San Vito, ove il suo [p. 180 modifica]Magistrato con gran decoro risiede; essendo de' beni di fortuna molto abbondevole: Monte Gobio, e Monte Marciano in sua vicinanza, à cui per gl'errori d'Alfonso Piccolomini fù spianata la fortezza, e demoliti i muri: & nell'Arene salse la Città di Sinigaglia. Nell'altro Tratto, che trà il Misa, & il Cesano dall'Adriatico all'Apennino ascende, facendosi tragitto, Scapezano in Colle ameno di se fà mostra, ove vini ottimi dalle viti produconsi, e dalle minere in abbondanza il gesso oroncitello più ad alto, e Perchezone, Contea de Vescovi Sinigagliesi, e Monta Rado à i suoi lati con Ripe, e la Tomba, già Contee de' Roveri, Patritij Genovesi, à cui succede Corinalto col suo amplo, e bel Territorio, e trà l'una, e l'altra Misa Montenuovo, e la picciol Terra della Barbara. Al Cesano vicino Castelleone si vede, divenuto tanto famoso per la residenza di D. Livia Duchessa d'Urbino, Ginastore, il Palazzo, Montesecco, con altri piccioli Castelli nel Territorio Rocchegiano, & à cima del Monte Contrado l'insigne Terra della Rocca, & alla sua destra nel fonte Cesano, la ricchissima, & industriosissima Pergola co'l suo forte Castello nel Monte Aiuto; Alle falde del Catria. Sant'Abundio s'alza propugnacolo in quelle frontiere de gli Egubini, & alle radici del medesimo Monte della banda d'Ostro la Contea giace dell'Isola Fossara, hoggi da Giulio Cesare Odagij Urbinato posseduto, il quale non men della nobiltà antica de' suoi Antenati si è fatto chiaro, che da' meriti proprij, avanzandosi molto in ogni speculativa, e pratica scienza, specialmente nell'Astrologia, che pochi, per non dir niuno nella presente età li corre al pari. Indi per la Badia del fonte Avellano Catria varcando, Fronton si trova sopra d'un'erto scoglio trà i rivoli Avernosi, Contea de' Porti Eugubini; di dove all'Adriatico scendendo, Paravento prima s'incontra, e dopò lui luoghi altri cento, tutti habitati, & in particolare Fierentino, Monte Marcello, Donico, Feniglio, già Contea di Vespasiano Caraccioli Napolitano, che fù di Federico ultimo Prencipe d'Urbino vigilantissimo: Aio, Monte Paganuccio, Monte Ghirardo, Drugo, S. Biagio, Monte Episcopale, Ricalvo, Bellaguardia, San Gervasio, Monte alto, Monte vecchio, Illustre Contea de gli Antichi Montevecchi, Monte Ruolo, San Vito, Monte Alfoglio, e S. Lorenzo, Marchesato di gran nome da Hippolito della Rovere già posseduto, Sant'Andrea, Mirabello, Contea de gl'istessi Montevecchi, le Fratte, la Torre di Camerino, Contea de' Bonarelli Anconitani, Barchi, Sorbolongo, l'Isola Fanestre, Riforzato, Sant'Ippolito, per le sue copiose Minere di bella pietra molto stimato, Montebello, che fù di più Conti sfortunatissima Contea, Mondavio, capo di questa fecondissima Provincia, che il Vicariato hoggi s'appella, Orciano, noto non tanto per gli Mercati grossi, che ivi con incredibile concorso di Mercanti il giovedì si fanno, che per una nobile [p. 181 modifica]Academia di belle lettere, in cui quei virtuosi Cittadini continuamente essercitano con gran lode i loro acuti, & elevati ingegni, e più giù il Poggio, San Giorgio, Montemaggiore, Rupolo, Cavalcara, Monte Alportio parimente Contea de Montevecchi, Castelvecchio à suoi lati, già dalli sudetti Montevecchi posseduto, le Piaggie, la Ciregia, S. Costanzo, la Stacciola Contea de' Mauritij Fabrianesi, e sopra d'un'elevato colle al Mare in prospettiva la Civil Terra di Mondolfo. Da quest'alto Tratto entrandosi, la Città di Fano fà in esso la prima mostra, e cinque miglia più avanti la Città di Pesaro, e dal Mare sù per li Colli verso i Monti salendosi, con ordine confuso i seguenti Castelli si trovano. Novelara, Candelara, Ginastreto, Montel'Abbate, Contea de Leonardi Pesaresi, Monte Baroccio, Marchesato de' Borboni di Francia, hor detti i Signori del Monte, Sant'Angelo, Contea de' Mamiani di Pesaro, che di Francesco Maria ultimo Duca d'Urbino hebbero la privanza. Cartoceto, Ripalto, Saltara, Montegiano, Bagno, San Longarino, Puzzolo, Barchiello, Fonte Crognale, Monte Cecardo, Monte di Santa Maria, Farneto, Casa Rotonda, Talacchio, Corbordolo, Monte de' Fabbri, Contea de' Paciotti Urbinati, Coldazzo, Ricere, Ripa, Genga, Coldolce, Scotaneto, Monte Montanaro, Petriano, Castel Gagliardo, Monte Felcine, Isola Piana, Contea de' Castiglioni Mantovani, Monte Guiduccio, Montebello, da cui uscirno fondatori di Religione, Generali, e Prelati degni, e nelle Ripe Metaurense la Città di Fossambrone; di dove verso l'occaso il Camin torcendosi alla destra Gaifa, e Primicillo si lasciano, & alla sinistra Santa Fumia, e finalmente alla Metropoli d'Urbino si gionge, nel cui d'intorno molti Castelli, come che per quei campi seminati fossero, in ogni luogo vedonsi, in particolare Castel Coccione, Via Piana, Schieto, Cavallino, Val di Roveto, Cottogno, Pieve di Cagna, ove il solfaro dalle minere in gran copia si cava, Girofalco, Macciolla, Monte dell'Olive, Roncitello, San Donato, Cerqueto buono, Sasso Corbaro, Contea già de Giustiniani Patritij Genovesi, Montenuovo, Paganico, S. Giovanni, & sopra il fiume Metauro Firmignano, appresso di cui l'antiche fortificazioni de Cartaginesi si riserbano, il Peglio, S. Donnino, Pian di Meleto, Belforte, S. Martino, I Camporesi, Lorbetale, Basciocato, Raspagatta, Baresto, Palazzo, Castel della Pieve, la Castellaccia, Deso, Figiano, Castel de' fabri, Partivoli, e nei Fonti Metaurensi, Borgo di pace, l'Amole, Monte Dolo, Guizza, e Bruna. Per la Massa trabaria poscia descendesi, che trà il Candiano, & il Metauro sino à Calmazzo scorre, la Terra prima trovasi di Mercatello, e la Metola de' Santinelli Pesaresi, indi Palazzo di Blieto, la Città Tiferna Metaurense, Torre dell'Abbate, Montesaio, il Piobico, Contea de' Brancaleoni, famosa per le minere della candida pietra Travertina, oggetto proportionevole dell' [p. 182 modifica]Arte scultoria per ornamento de Tempij, & edificij sontuosi, e da'suoi confini non molto distante le Pecorare, Contea de gl'Ubaldini Urbinati, Orsacciola, e la Città d'Urbania; Frontino più à basso, Farneta, Monte Delce, ove d'Asdrubale in sontuosa Tomba l'ossa conservansi, Monte Sarcello, Monte Falcone, con l'Acqualagna sua civil contrada, Petrolata sopra del Monte, à tutti noto per le vittorie gloriose, che alle sue radici contro Totila riportò Narsete, & alle falde del medemo vicino al Forlo il Castel Pagino. & ivi nella Flaminia frà Ponente, & Ostro ritorcendosi il corso, all'Acqualagna passati i ponti Candianesi, in humil colle Piano di Lentaggio mostrasi, e più dentro Naio con la sua Badia, Monte l'Abbato, Monte Sircoli, e le Contee Gerine, e Leonelle de' Martinozzi Patritij Fanesi, Massa, Carello, Castiglion de' Sivardi, e sù la Penisola del Borano, e del Bosso la Città di Cagli, e nei fonti Boani cinque miglia più dentro la Terra nobile di Cantiano, dalle cui viscere continuamente produconsi huomini Illustri, e d'ogni virtù ornati. Scorso da Borea l'ampio Contado di Cantiano sudetto, & à dietro lasciandosi li suoi ricchi villaggi, nella Montuosa Provincia di Vaccareccia s'entra, la quale ad un solo Ubaldino donata essendo, hoggi divisa, da molti, che da quello discendano, vien dominata, si come Apecchio, e pietra Gialla co'l titolo di Contea, de gl'Ubaldini, che in Gubbio soggiornano. la Carda da quelli, i quali benche estinti immortali col proprio valore si fecero alla memoria de gli huomini, come le penne de' Scrittori affermano, Castiglione di S. Bartolameo, e Buscioccheto, similmente con titolo di Contee hoggi da Giulio Ubaldini possedute: Montefiore, e Colle Stregone da quegli che in Iesi, & Cantiano fermate hanno l'habitationi. Monte Vicino, e Faguilla da altri della medesima casa. Per linea retta da Vacareccia verso l'Occaso l'Apennino varcandosi, ne i fonti Marecchi, & in tutto quel spatio che sino à fonti Crustumi s'ollarga, le seguenti castella per ordine, come quì sotto si scrivono, situate trovansi, cioè, Val Civignana, Cocchi, Captile, Monte del Breve, Montefortino, Fresciano, Bancuccio, Pretella, Signo, Lucimburgo, Sestino, Valenzano, Palazzo di Carpagno, Campo, Montirone, Frasengo, Monte Romano, Marigliano, Rocchetta, e Bascio, da cui uscì Frà Matteo Minorita, che alla stretta Riforma di S. Francesco diede l'humil principio; la quale con gran fortuna ne' progressi augumentandosi, utilissima riesce alla nostra fede, Cataia appresso, e Mercatale, Santa Soffia, Cicogna, Billi, Miratoio, il Sasso di Simone, Toriola, Vigliano, S. Sisto, Lununo, Frontino, Caccile, Monasterio, Lupaiola, Pietra Caola, Pignano, Mondignano, Pietra Rubbia, e quivi il famoso Monte di Carpegna, altre volte descritto; con la sua feracissima Contrada, che di Ville, e Castella coperta, le falde, e le radici d'esso, à guisa di cerchio il suo centro, da ogni parte circonda; [p. 183 modifica]trà ogni altro luogo il maggiore essendo il Castellaccio, dalli Conti Carpegni assoluti Signori di lui, come di tutta la Contrada, è il più favorito. Quivi sopra la Marecchia la Penna de' Billi si mostra, chiara per la nascita de' primi Malatesti e Monte Boagine dall'altra banda del nominato Monte, che all'Oriente mira; & oltre la Conca in basso sito Macerata scorgesi, & in più alti luoghi Santa Croce, Castellano, Monte Cirignone, Certo Alto, Chirignano, Rio Petroso, Val di Tevere, Monte del Taveglio, Ripa Marsana, S. Giovanni, Auditore, Monte Calvo, Torricella, Tavoleto, Pian di Castello, Rip'alta, Inferno, ove si trova di Gesso una minera oscura, che fà si salda presa, che non teme l'humido, ne molto cede di durezza al ferro, Castelnovo, Cereto, Molanzano, Gemano à basso, e Montefiore all'alto, S. Lodicio, Mondaiano, Monte le veechie, Monte Gridolfo, Meleto, Gello, Murciano, Tezze Modeste, Tomba, Monteluro, Pozzo, S. Giovanni in Marignano, Poggio Imperiale, Fierenzola, Castello di mezo, Boncio, Granarola, le Gabicie, già Contea d'Ottavio Mamiani, Gradara, e nella Flaminia la Catolica, famosa per le funtioni, che ivi fecero i P.P. Catholici al tempo, che dal Pellaggiano Costanzo, sin da Bisanzo impedir volle il Concilio Ariminese, legitimamente dal Sommo Pontefice congregato. Quivi passandosi al seguente Tratto, che trà Conca, e Marecchia steso si vede, verso l'onde si lasciano Castel Riccume, e Rimino, & alle prime frontiere de i seguenti Colli, S. Patrignano, Misano, Besenigo, S. Ugolina, Coriano, Castel Leale, S. Clemente, S. Andrea, Biscagno, Cottognola, S. Creesina, Albereto, Sansavino, Partiano, Monte Colombo, Monte Scudolo, e Cagliano, Contee de' Marchesi di Bagno, Mulazzano, Saravalle, e Verucchio nell'Historie celebre per l'Origine, che da esso trasse l'essaltatione de Malatesti, & appresso i limiti suoi Faettano. Sù per i Monti poscia incentrandosi la Terra lieta presentasi di S. Marino, la quale nella sua libertà servandosi con ragione deleggia chiunque dilegia lei, alla cui destra Pietra Cuccula, & alla sinistra Gesso, e più sù ove i Colli s'ergano in Monti, il Sasso Monte Giardino, Monteluciano, Monte Maggio, Monte Fragogna, Tausano, la Valle, dove al presente della Provincia Feltria il Vescovo risiede, e de' Bagni scaturiscano acque salubri, à cui nei giorni estivi da ogni parte d'Italia concorrendo gl'infermi, ne ricevono la bramata salute. Badiara, e quivi di ricchi, e nobili habitatori ripieno Monte Grimano, Moletto, Monte de Cassi Pietra, Piagge, Maioletto, Spronilba, Maiolo già Fortezza guradata de' Duchi d'Urbino, & in un sfaldato Monte S. Leo, ch'è la più forte Città d'Italia, Soana, Antico, Monte Agato, Mutiano, e ne confini Carpegni, ove la Conca da' suoi fonti stilla, con il suo Lago, Monte Capiolo, in cui gli Antichi Feltri la prima Signoria in questa parte ottenneto. Della Senonia [p. 184 modifica]Terra alla Contrada estrema finalmente passandosi, nell'alto Apennino, ove Marecchia nasce, il Sanatello, & Capano vaga prospettiva appaiono, e dopò questi Castel Delce, Monte Oriolo, Sozzale, e Sant'Agata, Marchesato de' Fregosi Genovesi, con molte Castella, che gli stan soggette, e nella sua vicinanza pagano, Massetta, e casalacchio, Contee de' Signori di Massa Riminesi, Perticara più giù, la Serra, Savignaella, Fornano, Talamella, Contee de Malatesti, Secchiano, Massa, Barbetto, Savignana, Monte Gallo, Vafaiano, Luso, Montebello, Ginestreto, Sogliano, Contea de sudetti Malatesti, Montevecchio, Galbano, Scorticata, S. Giovanni in Galilea, similmente Conte de' Malatesti, il quale con l'ampia e ben lineata sua Prospettiva ingannando l'occhio di chiunque per l'Emilia passa, grandissima Città rassembra, S. Martino più à basso, Trebbio, il Marchesato di Ronco freddo, da gl'istessi Malatesti posseduto, il Poggio di Berna, i Borghi, Lonzano, Savignano, S. Marco, la Terra di S. Archangelo, S. Vito, S. Giustina, e Colle. Ne altri luoghi murati degni d'essere quì posti, hò trovato descritti da Cosmografi in questa famosa Regione; onda al Discorso, & al Libro il fine imponendo, all'arbitrio lascio di chi legge di poter giudicare da si gran numero de' luoghi le ricchezza, e la Nobiltà non ordinaria della medema Regione, e de' popoli la moltitudine, che in essa felicemente vivono.



Fine del Secondo Libro.