Istorie fiorentine/Libro primo/Capitolo 2

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Libro primo

Capitolo 2

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[p. 3 modifica] [p. 4 modifica]assalire da tante parti, per avere meno nemici, cominciò ora con i Vandali, ora con i Franchi a fare accordi; le quali cose accrescevano la autorità e la potenzia dei barbari e quella dello Imperio diminuivano. Ne fu l’isola di Brettagna, la quale oggi si chiama Inghilterra, sicura da tanta rovina; perchè, temendo i Brettoni di quelli popoli che avevano occupata la Francia, e non vedendo come lo imperadore potesse difenderli, chiamorono in loro aiuto gli Angli, popoli di Germania. Presono gli Angli, sotto VortigerioAngli danno il nome all’Inghilterra. loro re, la impresa, e prima gli difesono, di poi gli cacciorono della isola, e vi rimasono loro ad abitare, e dal nome loro la chiamarono Anglia. Ma gli abitatori di quella, sendo spogliati della patria loro, diventorono per la necessità feroci, e pensorono, ancora che non avessero potuto difendere il paese loro, di potere occupare quello d’altri. Passorono pertanto, colle famiglie loro il mare, e occuporono quelli luoghi che più propinqui alla marina trovarono, e dal nome loro chiamorono quel paese Brettagna. Gli Unni, i quali di sopra dicemmo avere occupata Pannonia, accozzatisi con altri popoli, detti Zepidi, Eruli, Turingi e Ostrogoti (che così si chiamano in quella lingua i Goti orientali), si mossono per cercare nuovi paesi; e non potendo entrare in Francia, che era dalle forze barbare difesa, ne vennono in Italia, sotto Attila loro re, il quale poco davanti, per essere solo nel regno,Attila Re degli Unni in Italia. aveva morto Bleda suo fratello; per la qual cosa diventato potentissimo, Andarico re de’ Zepidi, e Velamir re degli Ostrogoti rimasono come suoi subietti. Venuto adunque Attila in Italia, assediò Aquileia, dove stette, senza altro ostaculo, duoi anni; e nella obsidione di essa guastò tutto il paese allo intorno e disperse tutti gli abitatori di quello; il che, come nel suo luogo direno, dette principio alla città di Vinegia. Dopo la presa e rovina di Aquileia e di molte altre città, si volse verso Roma, dalla rovina della quale si astenne per i preghi del pontefice, la cui reverenzia potette tanto in Attila, che si uscì di