Guido Zaccagnini/Amos Parducci
XIII secolo
Indice:Rimatori siculo-toscani del Dugento.djvu
Duecento
L’altrier, dormendo, a me se venne Amore
Intestazione
16 luglio 2020
25%
Da definire
<dc:title> L’altrier, dormendo, a me se venne Amore </dc:title><dc:creator opt:role="aut">Paolo Lanfranchi da Pistoia</dc:creator><dc:date>XIII secolo</dc:date><dc:subject></dc:subject><dc:rights>CC BY-SA 3.0</dc:rights><dc:rights>GFDL</dc:rights><dc:relation>Indice:Rimatori siculo-toscani del Dugento.djvu</dc:relation><dc:identifier>//it.wikisource.org/w/index.php?title=L%27altrier,_dormendo,_a_me_se_venne_Amore&oldid=-</dc:identifier><dc:revisiondatestamp>20200819104637</dc:revisiondatestamp>//it.wikisource.org/w/index.php?title=L%27altrier,_dormendo,_a_me_se_venne_Amore&oldid=-20200819104637
L’altrier, dormendo, a me se venne Amore Paolo Lanfranchi da PistoiaXIII secoloRimatori siculo-toscani del Dugento.djvu
L’altrier, dormendo, a me se venne Amore,
e destatomi disse: — Eo so’ messaggio
de la tua donna che t’ama di core,
se tu, piú che non suoi, se’ fatto saggio. — Da la sua parte mi donò un fiore,
che parse per semblant’il so visaggio.
Allor nel viso cangiai lo colore,
credendo el me dicesse per asaggio. Però con gran temenza il dimandai:
— Come si sta la mia donna gentile? —
Ed el me disse: — Ben, se tu ben stai. — Allora di pietá devenni umile.
Egli sparìo; piú non gli parlai;
parvemi quasi spirito sottile.