L’avvocato veneziano/L’autore a chi legge

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L’autore a chi legge

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Lettera di dedica Personaggi

[p. 417 modifica]L’AUTORE

A CHI LEGGE.

DOPO aver io nella Commedia intitolata il Cavaliere e la Dama staffilati alcun poco i Legali di cattivo carattere in quel tale maligno ed avido Procuratore, era ben giusto che all’ onoratissima mia professione dar procurassi quel risalto, che giustamente le si conviene.

E noto averla io in prima esercitata nella mia patria, seguendo lo stile del nostro Veneto Foro, indi nella città di Pisa, a quella pratica uniformandomi, onde informato egualmente dei due sistemi contrari (’), piacquemi di porli a fronte, e se parrà ch’io abbia esal- tato il Veneto stile sopra quello che dicesi del Jus comune, e se nel rendere vincitore il mio Veneziano sarò imputato di parzialità ai miei colleghi e compatriotti, non è ch’ io non apprezzi egual- mente la pratica ed il sistema a noi straniero, ma sarò ben com- patibile, se in ciò facendo, avrò seguito il dettame della natura, ricordevole del primo latte da’ Veneti Maestri onorevolmente suc- chiato.

Allora quando comparve per la prima volta questa mia Com- media sulle scene di Venezia, ebbe ella per dir vero una fortuna assai grande, e pel numero delle recite, e per la folla del popolo, e per quello che di essa dicevasi da chi l’ aveva veduta.

Fu principalmente aggradito il carattere nobile e virtuoso del- l’ Avvocato ; il quale, inflessibile all’ amore, all’ interesse ed alle mi- nacce, sa così bene trionfare delle passioni, e a tutto preferire r onore di se medesimo e della sua professione ; eppure (ridete, ch’ ella è da ridere) fu criticato il mio Protagonista per questo appunto, perchè in sommo grado onorato. Vi furono di quelli che non si vergognarono di dire, che in tai cimenti non fosse verisi-

(1) Si legge invece nel I. VI (1754) dell’ ed. Raperini di Firenze: a quella pratica uniformandomi e fortunato egualmente, non ebbi occasion di arrossirmi, ne tralasciai V im’ piego per mancanza di chi di me si fidasse. - Data opera ai due sistemi contrari ecc. [p. 418 modifica]mile la resistenza. Questo è un negare la virtù medesima, la qual cdlora fa di se mostra, quando è più combattuta, ne può risplen- dere fra le ordinarie e facili contingenze.

Sono smentiti i miei signori Critici da una serie numerosissima di Avvocati celebri per virtù e per dottrina, li quali si riconoscono neir onorato mio Alberto, e chi di tal carattere non sa persuadersi, mostra o di poco intenderlo, o di non essere ben disposto a imitarlo.

Il mio Avvocato non è che una copia dei buoni ed un ammae- stramento ai cattivi. Chi lo somiglia, si consoli ; chi va distante, arrossisca ; chi non sa, impari, e chi sa, mi difenda.