L’erede fortunata/Lettera dell’autore al Bettinelli

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Lettera dell’autore al Bettinelli

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Lettera dell’autore al Bettinelli
Lettera di dedica Personaggi

[p. 525 modifica]L’AUTORE

A CHI LEGGE. (’)

NELLE opere lunghe è quasi impossibile che non accadano dei disordini, che qualche volta rallentino la sollecitazione alla stampa, o per qualche pentimento dell’Autore, o per qualche obbietto non preveduto ; che però se i miei associati (2) non veggonsi com- parire le Commedie mie colla velocità nel Manifesto promessa, sono pregati a riflettere che tutte le associazioni voluminose sono a tal destino soggette, e non vi è opera in più tomi distribuita, che rigorosamente corrisponda al progetto.

Non è da credersi che ciò derivi né dalla volontà dell’Autore, ne dalla negligenza degli Editori, poiché e l’uno e gli altri trovando il loro vantaggio nella edizione, nulla più desiderano, che dar pia- cere all’ universale, accelerare il proprio interesse, e terminare l’ im- presa. Le cagioni (3) esser possono molte, e moltissime ne ho io incon- trate, alcune delle quali tacer io deggio, contentandomi solamente di porre in vista la correzione ad alcune Commedie laboriosissima, per cui mancavami talora il tempo a causa degl’ impegni miei a tutto il Mondo palesi. Le discrete querele che da non pochi per cotal ritardo si formano, siccome da veruno interesse non possono esser prodotte, non avendo io per onesto fine richiesta anticipazione veruna, derivano certamente da un affetto che concepito hanno per 1 Opere mie, da qualche stima che fanno di esse, e dal desiderio di leggerle prestamente ; questo é quello che maggiormente mi onora, e qualunque volta io senta per cotal causa lagnarsi alcuno, questi (dico fra me medesimo) mi ama davvero, e le Commedie mie gli son care.

Rendo le più umili grazie alla benignità de’ miei Protettori, de’

(I) Si noti come quest’ avvertenza, stampala la prima volta nel 1754 in testa alla com- media, nel t. VI dell’ ed. Paperlni di Firenze, non serva propriamente di introduzione : ma tale (u riprodotta ancora nell’ed. Pasquali, molti anni più tardi. (2) Segue nelled. Rape- rini : in numero di mille settecento cinquanta. (3) Pap. aggiunge: del ritarJamento, [p. 526 modifica]miei Amici ; pregoli non imputar il difetto all’ Editore puntuale ed onesto ; prendo sopra di me la colpa della dilazione : e poiché ora mi trovo un poco più sollevato dalle affannose teatrali fac- cende, potrò in avvenire supplire con maggior soUecitudme al mio impegno (’).

(I) Paper.: « alla mia Edizione, della quale siamo ora felicemente arrivali al termine del tomo sesto » . E continua : ’ Questo doveva compirsi colla Commedia che ha per titolo Don Giovanni Tenorio, o sia il Dissoluto, ma essendo cesa in versi, e dovendosi metter mano con qualche maggior fatica, per non sospendere piìi lungamente la pubblicazione di questo tomo, darolla in quello che segue, e in luogo suo sostituisco /’ Erede fortunata, una delle dodici stampate prima da me in Venezia, cioè la quarta del tomo terzo. - Che se alcuni perso- naggi di questa Commedia nella presente Edizione parlano in Toscano, e non Veneziano, ciò s’è fatto per compiacere alcuni, che l’ hanno desiderato’.