La difesa della razza (anno I, numero I, 1938)/Razza e percentuale

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Razza e percentuale

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Presentazione Evoluzione della nozione di razza

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Gli ebrei italiani e non soltanto italiani stanno afferrandosi in questi giorni a una specie di tavola di salvezza: le dichiarazioni di Mussolini a Ludwig nei colloqui svoltisi nella primavera del 1932.

Fermiamoci sulla data: 1932. Da allora molti avvenimenti sono accaduti nella storia dell’Italia e del mondo: è inutile enumerarli ma uno di essi li sovrasta tutti: il nuovo impero di Roma. E il secondo è che l’antifascismo mondiale è di pura marca ebrea.

Prendiamo ora il libro a pagina 73 ed esaminiamo attentamente quanto vi è detto senza dimenticare che il Ludwig è un ebreo.

“Naturalmente, dice Mussolini, non esiste una razza pura, nemmeno quella ebrea. Ma appunto da felici mescolanze deriva spesso forza e bellezza a una nazione”. Come si vede Mussolini non porta con queste dichiarazioni, nessun secchio d’acqua al mulino giudaico. Razze pure nel senso letterale e arcaico della parola non esistono più, è vero, ma esistono ciò non di meno delle razze nettamente individuate nei loro caratteri somatici e morali. Quanto agli incroci, Mussolini li ammette purchè siano “felici” e anche in questo caso solo “spesso” non “sempre” si hanno liete conseguenze.

Mussolini continua: “Razza: questo è un sentimento, non una realtà;

il 95 % è sentimento. Anche qui i giudei non possono cantare vittoria. A parte le percentuali aggiunte dal giudeo Ludwig, rimane il fatto che la razza esiste sotto l’aspetto biologico e quello sentimentale, cioè spirituale: poichè anche il sentimento è una realtà.

Nella stessa pagina segue una nota polemica contro il razzismo nordico e si comprende perchè esso partiva nei suoi luminari del secolo scorso da una svalutazione della razza italiana.

“L’orgoglio nazionale non ha affatto bisogno dei “deliri” di razza”. Si può confermare. Deliri di razza, no (il delirio è manicomiale), ma “coscienza” di razza, sì.

Nei “Colloqui” era detto che l’antisemitismo non esiste in Italia. Allora 1932. Ma da allora ad oggi è sorto il “semitismo” nel mondo e in Italia. Che ci siano stati degli ebrei patriotti e fascisti, è verissimo, ma è altrettanto vero che ci sono stati ebrei antitaliani e antifascisti. Non fu pronunciata dall’ebreo Treves la frase tremenda: “il prossimo inverno non più in trincea”?

Anche in questa questione delle razze, vi è nel pensiero di Mussolini, al disopra delle necessità tattiche di governo, una coerenza fondamentale ed è quindi perfettamente inutile che gli ebrei italiani mandino a memoria la pagina 73 del libro di Emilio Ludwig, che si chiama viceversa Coen. [p. 6 modifica]La differenza di razza è un concetto che si confonde colle origini dell'umanità, come appare da questi due gruppi di uomini primitivi che scendono in EVOLUZIONE DELLA

La nozione di razza ha una storia antica quanto quella degli uomini. Anzi, va più oltre e si perde nelle profondità della preistoria; poichè i primitivi delle caverne — come recenti scavi hanno dimostrato — tenevano conto, nell’effigiare le figure umane ritratte, nei loro rozzi dipinti; delle diversità razziali.

Interessanti sono, a questo riguardo, le grotte di Minateda, presso Albacete, nella "Spagna; e quelle di dicane località dell’Africa del Sud, abitate nei tempi antichissimi dai Boscimani.

I primitivi delle caverne

Le figure umane effigiate sulle pareti di tali grotte hanno le stesse caratteristiche fisiche quando il soggetto della pittura è pacifico, ma se si tratta di scene guerresche, i tipi fisici dei due partiti si differenziano nettamente; il che dimostra che le diversità razziali suscitavano una profonda impressione nelle rozze menti dei primitivi.

La civiltà egiziana ci offre una documentazione assai più completa. Celebri le pitture del tempio di Abido, edificato sotto la 19° dinastia, cioè 1300 anni avanti Cristo: esse raffigurano alcuni tipi razziali ben differenziati, anche per il colore. Nelle pitture che ornano la tomba d: Menoptah I si sono rilevati ben 12 tipi razziali.

Eva, il serpente e la razza

Le prime testimonianze scritto sull’esistenza di una nozione di razza ci sono fornite dalla Bibbia. Nel libre della «Genesi», ove si parla di Eva e del serpente, è detto: «Farò nascere l’odio fra te e la donna, fra la tua razza e la sua razza», termine ebraico qui usato è «Zera», che significa propriamente semenza. Sempre nel libro della «Genesi», si parla di razza a proposito della storia dell’arca di Noè; e si usano i termini di «bassar» (che vuol dire carne) e di «leminah» (che significa genere o specie). Ancor più preciso! è la definizione di razza che, nello stesso libro, vien data a proposito dei figli di Noè. Il termine usato è questa volta «iey», che la Vulgata traduce «insulae gentium»; le razze vengo no qui infatti considerate come isole disseminate sulla terra. Nasce così il concetto di segregazione razzista, importantissimo per comprendere là storia degli ebrei.

Razzismo intransigente nella Bibbia

Dal concetto di segregazione si passa facilmente a quello di ostilità contro le altre razze. Nel «Deuteronomo», infatti, si legge: «Voi sterminerete tutti i popoli che il vostro Dio deve lasciare in vostra balia». Nel libro di Esdras si giunge al vero e proprio razzismo intransigente. Vi sono rigorosamente proibiti i matrimoni con donne d’altre genti, vi si prescrive di fare il censimento, di coloro che sposano donne straniere e di scacciare tali donne e i loro figli: «Non date le vostre figlie ai -loro figli, non prendete le loro figlie per farle sposare ai vostri figli, e non cercate mai la loro pace nè la loro prosperità».

Omero e Aristotele

Anche l’antichità classica s’interessò al problema della razza. Omero, Erodoto, Aristotele, ci danno indicazioni preziose al riguardo. La teoria degli autoctoni, così diffusa nell’antichità e madre di tante leggende, è una riprova dell’importanza che allora si attribuiva alla nozione di razza.

E’ interessante sapere che proprio dalla lingua italiana la scienza moderna ha importato il vocabolo razza, per la cui origine prima sembra si debba risalire al latino radix.

Buffon e il "colore del clima

Per molto tempo, gli scienziati moderni usarono questo termine in significati piuttosto imprecisi e soggetti a