La donna italiana descritta da scrittrici italiane/Gli studi della donna
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e le donne possano e debbano studiare — quali studi debbano preferire e perché...............
Il mio tema non è nuovo, non lo è nella sostanza, Il non lo sarà nella forma. Tra uomini e donne infatti, chierici e laici, nazionali e stranieri, gente di ieri o dì qualche secolo addietro, con o senza successo, prò o contro, l’hanno trattata in mille questa questione e in lungo e in largo e a fondo, onde a me, che vengo ultima fra tanto senno, non resta più, a questo proposito, che richiamare alla vostra memoria dei fatti e farli osservare, che farvi riflettere, farvi discutere e constatare, e, così ci riuscissi! a commovervi in prò di questa eterna questione femminile, la quale, a sua volta, non rappresenterebbe che una delle tante facce della questione sociale, alla cui corretta soluzione devono naturalmente prendere parte le classi colte, se é vero che il retto scioglimento suo concorre ad aumentare il benessere morale del paese a cui esse d’ordinario presiedono.
Ed anzitutto dirò della questione femminile sotto l’aspetto dell’istruzione.
La barbarie o la civiltà di un popolo sono sempre state in rapporto diretto colla condizione che in esso venne fatta alla donna. Moglie, madre o amica, essa esercitò sempre un grande prestigio sull’uomo, il quale non fu mai altro dì ciò, che questa sua serva o signora volle e gli permise che fosse. L’umanità vide secoli grandi e gloriosi scorrere veloci dinanzi a lei senza aver potuto fare della Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/352 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/353 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/354 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/355 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/356 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/357 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/358 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/359 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/360 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/361 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/362 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/363 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/364 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/365 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/366 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/367 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/368 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/369 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/370 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/371 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/372 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/373 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/374 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/375 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/376 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/377 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/378 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/379 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/380 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/381 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/382 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/383 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/384 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/385 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/386 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/387 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/388 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/389 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/390 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/391 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/392 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/393 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/394 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/395 Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/396 Noi vogliamo studiare nella nostra qualità di madri per ben adempiere al nostro santo ufficio di educatrici, per imparar a crescere sani, robusti e belli i bambini che Dio ci ha dato, per rendere, con una educazione conveniente, più forti i vostri figli e più sagge le nostre figliuole, per condividere degnamente i pensieri degli uni e gli affetti delle altre, per poter partecipare ai loro studi e comprendere i loro ideali, per poter portare, educare, nutrire insomma la loro intelligenza e il loro spirito come abbiamo fatto in prima per il loro corpo, per esser madri per merito infine e non madri solo per natura.
Noi vogliamo studiare nella nostra qualità di cittadine per poter scientemente offerire al paese il modesto ma intelligente contributo dell’opera nostra, crescendo all’amore di patria i nostri figli, eccitando a nobili azioni i nostri sposi, istruendo ed educando nelle scuole i giovani, curando gli ammalati negli ospedali ed i feriti sul campo, sorreggendo e consolando la canizie solitaria nei ricoveri. Noi vogliamo studiare per comprendere le leggi del nostro stato e gl’ideali della nostra patria, per poterci rallegrare delle sue glorie e piangere delle sue sventure, per poter pigliare degna parte alle sue opere di beneficenza e coadiuvarla in quelle di previdenza e di soccorso, per poterla onorare insomma colla pratica d’ogni civile e familiare virtù che alla donna sia dato esercitare.
Noi vogliamo studiare nella nostra qualità di donne per agguerrirci la mente contro le sorprese dell’immaginazione, per avvalorarci il cuore contro gli assalti delle passioni, per poter gustare anche noi le opere dell’umano ingegno, per poter dimenticare momentaneamente almeno tra le pagine d’un libro le pene del cuore, per poterci, sia pure fugacemente, consolare dei figli, che per nostra sventura avessimo perduti, o dei bimbi, che non abbiamo e che forse molte di noi non avranno mai, perchè se una culla avessimo avuto molte di noi donne che studiamo e scriviamo e che facciamo tanta pena a qualcuno di voi, signori, non avremmo cercato una biblioteca, se avessimo avuto delle testine bionde da pettinare e dei calzoncini da riparare, non avremmo consultato dei polverosi volumi, né avremmo forse tenuto delle.... conferenze, epperò scusateci, o meglio, scusatemi.
Maria Bobba.