La grammatica ed il lessico del dialetto teramano/Prefazione
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Quando io, meno di un anno fa, mandai al palio, con tanta trepidazione nell’animo, quelle qualunque siensi mie Osservazioni sul Dialetto Teramano[1], non mi proposi altro scopo, che quello di dimostrare la singolare e notevole somiglianza del mio dialetto con l’italiano classico, e l’uso toscano; — questo, e solo questo, fu il mio proposito.
La benigna accoglienza fatta a quel mio povero lavoro dalla stampa italiana ed anche estera[2], e gli incoraggiamenti avuti da varie persone, alle quali io qui professo tutta la mia riverente gratitudine[3], mi hanno animato a tornare sui medesimi studi; e dopo aver considerato, il men male che per me si poté, tutte le parti in cui il dialetto Teramano era simile alla lingua generale italiana ed al dialetto toscano, considerare ora quelle in cui esso ne è dissimile.
Lavoro è stato questo certamente superiore alle mie forze, ed in cui sono sicuro essermi venuti meno nervi animique, ma che ciò non ostante ho fatto con amore, con passione, direi anzi con ardore grandissimi.
Frutti di questi studi sono i presenti due Saggi di Grammatica e di Lessico, a cui ho aggiunte poche notizie riguardanti gli usi, i costumi, ecc. del nostro popolo.
Ma, come a chiare lettere dice il titolo imposto a questo libercolo, questi non sono che saggi, e non più che saggi, i quali non hanno altra pretensione fuori di quella di somministrare materiali a quei Maestri, che ora con tanto frutto si occupano nello studiare gl’italiani dialetti.
Per conseguenza se il lettore si accorgerà, e ciò avverrà presto, che qui manchi questa o quell’altra cosa, si ricordi del titolo del libro, e compatisca ed insieme scusi lo scrittore.
E ad usarmi compatimento due motivi, se pur non son tre, ci sono: 1° Che io ho lavorato solo, senz’altro aiuto che quello dei pochi miei libri, privo come sono stato di qualsiasi guida vocale di maestri o di amici; ed ognuno sa quanto questo sia indispensabile, sopratutto quando si mette mano, e questo era il caso mio, a metodi assolutamente ignorati prima; 2° Che non vi ha genere di studi in cui sia più facile prendere equinozi, come in questi dei dialetti neo-latini, sicché lo stesso Federico Diez, il fondatore di questi studi medesimi, in ciascuna delle tre edizioni della sua Grammatica delle lingue Romanze, dové recare radicali mutazioni. Aggiungerei per terzo motivo di scusa, se questa potesse valermi per iscusa, la brevità del tempo, in cui questi due Saggi sono stati compilati.
Dipende però da voi che mi leggete, il far sì che essi divengano meno incompleti, venendo in aiuto delle deboli forze di me che scrivo.
E perciò io comincio fin da ora a pregar tutti quelli che troveranno errori, difetti, dimenticanze, ecc., ecc. in questi Saggi, a volermene caritatevolmente avvertire, che anziché offendermene, io ne sarò loro sinceramente e vivamente grato; e sopratutto esorto i miei buoni concittadini, i quali sanno voci, frasi, proverbi, canti, leggende, fiabe, ecc. nostrali, e li vedranno da me qui trasandati a compiacersi di suggerirmeli, che io, o in altri lavori, o ritornando su questo, ne farò tesoro, pubblicando colla dovuta riconoscenza il nome delle gentili persone, che me li avranno favoriti.
Infine me non muove inutil desiderio d’inconseguibil fama, ma amor mi spinge ed il desiderio di servir la mia patria diletta in quel modo, che posso. — A questo fine, io credo che tutti possano, anzi debbano aiutarmi — Finora, come ho detto, ho lavorato solo.
In questi Saggi ho tenuto conto degli avvisi e delle correzioni avute, sia pubblicamente per le stampe, sia privatamente, ed ho risposto ad alcune critiche che non mi son sembrate giuste, come pure ho riparato ad altri errori da me incorsi nelle Osservazioni ed ora avvertiti.
Darò principio con quattro chiacchere sulla storia letteraria del nostro dialetto.
Ed in ultimo non mi resta che augurare buona fortuna a questo mio nuovo libricciuolo, e chiedere in grazia benigna compassione da chi lo leggerà.
Note
- ↑ Sul dialetto Teramano, Osservazioni di Gius. Savini, Ancona, Civelli, 1879 (pubblicato però ai primi del 1880). Un vol. in-8 pic. di pag. 343.
- ↑ Il Fanfulla della Domenica, La Civiltà Cattolica, Il Pungolo di Napoli, Il Corriere Abruzzese, La Provincia di Teramo, Il Magazin für die Literatur des Auslandes di Lipsia, ecc.
- ↑ Metto fra i migliori incoraggiamenti la forte, ma salutare tirata d’orecchi datami dal chiariss. prof. D’Ancona, al quale bacio pubblicamente le mani per la efficace correzione.