La madre/Capitolo 8

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Capitolo 8

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Rientrato nella sua camera, il profumo di rosa e l’aspetto delle cose tutte che s’erano come imbevute e colorite della sua passione lo stordirono di nuovo: andò [p. 55 modifica]qua e là senza sapere perchè, aprì la finestra, Immerse la testa nel vento: e gli parve di essere una delle mille foglie del ciglione protese nel vuoto, ora nel grigio dell’ombra, ora nella luce radiosa della luna, in balìa del vento e del gioco delle nuvole: infine si sollevò, chiuse e disse ad alta voce:

— Bisogna essere uomini.

E si raddrizzò, e gli parve di essere tutto duro e freddo, fasciato di una corazza d’orgoglio. Non voleva più sentire la sua carne, né il dolore né la gioia del sacrifizio, né la tristezza della sua solitudine; non voleva neppure presentarsi a Dio per ricevere la parola di approvazione che si dà al servo volenteroso: non voleva nulla da nessuno. Solo procedere dritto, solo, senza speranza. Eppure aveva paura di andare a letto e di spegnere il lume. Si mise a leggere le Epistole di San Paolo ai Corinti; ma le parole gli si ingrandivano davanti, o correvano lungo le linee come fuggissero. Perchè sua madre piangeva così, dopo il giuramento di [p. 56 modifica]lui? Che poteva capire, lei? Sì, capiva; con la sua carne di madre capiva l’angoscia mortale del figlio, la rinunzia di lui alla vita.

D’un tratto arrossì, e sollevò il viso ascoltando il vento.

— Non occorreva giurare, — disse a sè stesso con un sorriso ambiguo. — Chi è veramente forte non giura. Chi giura, come ho giurato io, è anche pronto a rompere il giuramento, come sono pronto io.

E subito sentì che la lotta cominciava davvero: ed ebbe tale sgomento che si alzò e andò a guardarsi allo specchio.

— Ecco, sei qui, segnato da Dio: se tu non ti abbandoni a lui, lo spirito del male ti prenderà irreparabilmente.

Allora andò barcollando verso il lettuccio, vi si buttò vestito e si mise a piangere. Piangeva piano, per non farsi sentire, per non sentire egli stesso il suo pianto; ma dentro di sè gemeva forte, gridava con tutto il suo cuore.

— Dio, Dio, prendetemi; portatemi via. [p. 57 modifica]

E provava un vero sollievo perchè gli pareva d’essersi abbandonato sopra una tavola di salvezza che lo trasportava attraverso il mare del suo dolore.