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La romanza

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Link alla raccolta Questo testo fa parte della raccolta Poemetti e liriche


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LA ROMANZA


Un pappagallo variopinto,
(uccello molto domestico)
fu per me la romanza, ch’assonnata
e con l’ali chiuse, di salutare
e di cantare, nel folto di tremole
frondi di lago romito
e ombroso si diletta;
essa m’insegnò i primi suoni,
essa a balbettar le prime parole,
quand’io fanciullo dall’occhio
vigile viveva nella foresta.

Còndori dagli anni eterni,
ora scuotono tanto l’alte sfere
che, tutto fiso all’inquieto cielo,
curar non posso le vane cose;
e se un’ora dall’ali calme
si libra sullo spirito mio,
delitto sarebbe, se quell’attimo
fugace io vivessi col ritmo
e con la lira (viete cose)
salvo fremessi, come le corde.