Le odi di Orazio/Libro primo/VIII

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Libro primo
VIII

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Quinto Orazio Flacco - Odi (I secolo a.C.)
Traduzione dal latino di Mario Rapisardi (1883)
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VIII.


      Lidia, di’, per tutti
Gli Dei, perchè mai Síbari sciupar mi vuoi co’ troppi
      Vezzi? Dal campo aprico
4Aborre ei che la polvere e il Sol dianzi soffría.

      Perchè non più fra uguali
Guerrier cavalca e gallici poledri non governa
      Più con dentati freni?
8Perchè non osa il Tevere biondo toccare, e quasi

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      Vipereo sangue schiva
L’olivo? E non esercita livido il braccio all’armi,
      Con nobiltà lanciando
12Spesso di là dal termine il disco e spesso il dardo?

      Perchè celasi, come
Della marina Tetide il figlio al flebil fato
      Di Troja, onde la veste
16Viril tra schiere licie non lo traesse a morte?