Le pitture notabili di Bergamo/LXXIII

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
LXXIII - Celestini

../LXXII ../LXXIV IncludiIntestazione 5 maggio 2012 100% Pittura

LXXII LXXIV
[p. 140 modifica]

CELESTINI.


LXXIII.


FOndato insieme colla Chiesa, dedicata a San Niccolò da Guilelmo Cardinale de’ Lunghi, ora, secondo l’opinione de’ nostri Scrittori, detti Alessandri, l’anno 1311. in cui ancora fu fatta la consagrazione della Chiesa medesima da Cipriano de’ Lunghi, Vescovo di Bergamo alla presenza del nominato Cardinale di lui Zio. Della fondazione del prefato Monastero, del Cardinale benefattore, e dell’anno v’ha la Memoria in pietra nel muro laterale, che è allato alla Porta del Monastero medesimo. La Chiesa nella sua mediocre capacità è assai maestosa. Tre sono gli Altari, e questi costrutti di fini marmi con bella simmetrìa disposti; e massimamente i due delle Cappelle sfondate, che fiancheggiano la Tribuna maggiore; osservandosi nel paliotto di quello, che è dalla banda dell’Epistola, un Bassorilievo in marmo di Massa con un picciolo Cristo steso per terra di una squisita musculatura; e nel dirimpetto un altro simile di una [p. 141 modifica]bellissima Nunziatina, ambedue lavorati dall’insigne Fantoni. Dei quali Altari, siccome di più altri ornamenti, e sacri arredi di questo Tempio n’è stata autrice la singolar pietà del Nob. e Reverendissimo Padre Abate Ragazzoni: di cui esiste la memoria nella Lapida marmorea, che è di fianco esteriormente alla Porta della Chiesa.

E per dire delle Pitture, il Quadro che è dicontro alla prefata Porta della Chiesa, appeso al muro, e che contiene San Celestino Papa inginocchiato fra due Angeli davanti al Crocifisso, che è figurato come dipinto sopra di un Quadretto, è altrettanto vaga che grandiosa e risoluta fattura di Filippo Abbiati Milanese, degno Allievo del Nuvolone, che morì in età d’anni 75. nel 1715. ed è giudicata la migliore che di lui quì si abbia. Nella gran Tavola del Coro, in cui è rappresentata la Vergine sulle nubi col Bambino in braccio fra sinfonìa di Angeli, e nel piano San Celestino Pontefice a destra, e San Niccolò Vescovo a sinistra, con dietro a questi, altri Santi, s’ingegnò il Figliuol del Talpino, di nome Francesco, giacchè non potè mai emulare il Padre, di avvicinarsegli almeno piucchè fosse possibile nella grandezza dello stile, nella eleganza e morbidezza de’ volti, e nel nobile andamento de’ vestiti. L’istesso fece ne’ due Quadri laterali, ove effigiò due Sante Vergini e Martiri; comecchè il Puttino, che è appiè di quella situata dalla banda del Vangelo, non gli sia riuscito sì pastoso e ben mosso, come le altre Figure de’ Quadri predetti. Il Quadro all’Altare della Cappella che è a destra della Tribuna maggiore, ove si vede [p. 142 modifica]la Vergine che regge sulle ginocchia il Crocifisso suo Figliuolo, ec. è Pittura di mano ignota, non troppo per verità esatta ne’ dintorni, ma di sorte e lodevole impasto. Prima di uscir di Chiesa osserveremo nella parete ch’è di fronte all’Altar principale la Lapida Sepolcrale con l’elogio in sei versi latini, e le Arme della Famiglia di Alberico Rosciate, nostro Cittadino, Giurista e Scrittore celebratissimo, chiamato, ed a ragione, come racconta il Muzio, l’Oracolo dell’una, e l’altra Legge, quivi sepolto l’anno 1354. avendo legato da dispensare annualmente ai Poveri una ragguardevol limosina: qual obbligo dagli Eredi passato nella Misericordia, viene da quello Pio Luogo puntualmente adempito. Dirimpetto a quella Chiesa avvene un’altra poco distante e di gran divozione, detta della

MADONNA.