Le pitture notabili di Bergamo/LXXXIII

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LXXXIII - S. Lorenzo

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Giunte.

Essendo casualmente stata ommessa nella visita delle Chiese che sono in Città la Parrocchiale di

S. LORENZO.


LXXXIII.


DA cui prese il nome la Porta settentrionale della Città; è da sapere che atterrata l’antica nel 1561. per la costruzione delle Fortificazioni, ne fu fabbricata una nuova che è la presente posta a volta con quattro Altari, e consagrata dal Vescovo Ragazzoni l’anno 1591. sotto l’invocazione del medesimo Santo Martire. De’ Quadri che quivi si veggono è notabile quello che è al primo Altare a destra dell’ingresso per la Porta principale; ove è dipinto il Crocifisso colla Maddalena genuflessa appiè della Croce fra i SS. Lorenzo, e Stefano in piede ec. pittura attribuita dal Popolo falsamente al Moroni; ma che si crede con assai probabilità del Ceresa, il qual siasi studiato d’imitare, massime nella positura delle figure, la maniera di quell’eccellente Professore.

Sono parimenti osservabili que’ due Quadri di mano antica ed incognita, che sono appesi un di quà, e un di là dai pilastri, su cui posa l’arco della Tribuna maggiore; e che rappresentano un Vescovo che istruisce, e un altro che cresima: dono fatto alla Chiesa dal Maestro di Cappella Ferronati, [p. 156 modifica]uomo dilettantissimo di Pittura, e che quivi fu sepolto. La Tavola principale del Coro contenente il Martirio del Santo Titolare è diligente operazione del Pittor Carobio di Nembro. La Cappella della SS. Annunziata è più stimabile per l’incrostatura di fini marmi, e per la Cupolina messa a stucchi dorati, che per le Pitture che la guarniscono. Contuttocciò nel Quadro laterale dalla banda del Vangelo, dove è figurata l’Assunzione di M. V. que’ due Appostoli che sono davanti, meritano lode: e se il Pittore, che ci è ignoto, avesse conservata nel proseguimento dell’opera la medesima lena e il medesimo buon gusto, avremmo un Dipinto ben disegnato e fortemente colorito. E per ultimo il gran Quadro che si vede affisso alla parete della Nave fra la mentovata Cappella e la Porta della Chiesa, e in cui si vede espresso con maestà di contorni, e con eleganza e lucidezza di colori il Mistero della Annunziazione; sembra a prima vista ingegnosa fatica di Enea Talpino, ma attentemente considerato si scorge che non arriva alla perfezione dei Dipinti di Enea, e si crede fattura di Francesco, o di Chiara, virtuosi figliuoli di esso Enea.

Notisi alla pag. 75. ove si favella della Chiesa di S. Giuseppe, che oltre l’Altare che si è accennato, ve n’ha un laterale dalla parte del Vangelo, e di contro alla Sagrestìa, fatto modernamente con una bella Tavola di Francesco Cappella esprimente l’Immacolata Concezione. Le Pitture ancora a olio che ornano le pareti della suddetta Chiesa hanno il lor merito.

FINE.