Le pitture notabili di Bergamo/XXIII

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XXIII - S. Pancrazio

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XXII XXIV
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S. PANCRAZIO.


XXIII.


COn undici Cappelle e nove Altari, consagrata nei 1474. Osserveremo al primo, che è a destra dell’entrare, una Pietà con più Figure, che molto si rassomiglia alla maniera del Lotto: ma un Santo inginocchioni, che è nel primo piano, sembra di pennello posteriore e triviale. I due laterali hanno qualche merito, e furono lavorati nel 1651. da Jacopo Dolfino Pittore Bergamasco. All’Altare che seguita ammireremo un bellissimo Crocifisso di mano del Moroni. Nella Cappella appresso, occupata dalla Porta di fianco, la lunetta sopra è di Chiara Salmezza, detta la Talpina; in cui effigiovvi S.Carlo in gloria, Pittura pregiudicata non poco dal tempo. I Quadretti intorno alla volta sono di mano diversa, ma buona, e contengono i fatti segnalati del Santo predetto. La B. V. col Figliuolino, e sotto due Santi all’Altare che seguita, fu degnamente condotta da Francesco Cavagna Figliuolo di Paolo, opera bensì pregievole, ma inferiore a quelle del Padre.

La Cappella maggiore è arricchita di un Altare isolato di fini marmi con più Statue e Colonne; e di una Tavola nel Coro di Francesco Polazzi col Martirio vivamente espressovi del Santo Titolare. Nel lato opposto della Chiesa altre tre Tavole sono [p. 53 modifica]di lode meritevoli. La Concezione di Maria Vergine al primo Altare andando verso la Porta, di pennello incognito. Il Presepio al terzo, colorito da Pietro Ronzelli l’anno 1614. e il Quadro all’ultima Cappella che serve al Battistero, dove vi si vede figurato un bellissimo Redentore in aria con sotto alcuni Angioletti, uno de’ quali riceve entro un Calice il prezioso Sangue, che spiccia dalle sacratissime di lui piaghe. Si direbbe fattura dell’insigne nostro Cavagna, se a’ piedi non vi si leggesse il Christophorus Ored .... coll’anno 1532. data molto anteriore ai tempi, in cui dipignea il nostro Pittore accennato. Da dove tornando alcuni passi indietro, e pigliando la prima via che è a mano manca, ci porteremo a

S. FRANCESCO.