Lettera di Giacomo Zanella a Mario Rapisardi (1 novembre 1887)
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tali da gettare nell’abisso del dubbio, anzi del nulla, le nostre popolazioni.
Del resto creda, egregio professore, che pochi in Italia ammirano il suo ingegno, come fo io, opposti come siamo nelle nostre credenze. Io la ringrazio del dono gentile e della fiducia che mi ha dimostrata collo spedirmelo.
Mi creda suo dev.mo
Giacomo Zanella
Firenze, 10 Marzo ’68
- Egregio Signore,
Io ho con Lei debito di gratitudine pel dono della sua Palingenesi, splendida e animosa forma di poesia, che attesta della potenza del suo ingegno anche a tempi così delle lettere incuriosi come questi presenti sono. A migliorarne, se non a mutare le condizioni, intende la Società della quale io raccomando a V. S. gli onesti propositi per cotesta nobil città d’Italia, se Le parrà di potere invocare per essi il favor degli amici.
E mi dico di cuore suo dev. aff.
Isidoro Del Lungo
Viareggio, li 3 giugno 1870
- Gentilissimo Signore ed amico!
Grazie della gradita e cortese sua letterina! Le auguro un felice ritorno in patria, ed a me auguro rivederla fra qualche tempo in Firenze con l’animo più lieto.
Per carità, non disperi, Lei sì giovane, sì buono e valente, dell’avvenire! Quanti lo assomigliarono nell’ingegno e nel cuore, soffersero al pari di Lei! Coraggio! A Lei è destinata una fama piena di gloria — non ne dubiti
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