Liriche (Onofri)/Il primo Costernato
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IL PRIMO COSTERNATO
Pupilla di quell’uomo
cui, nelle Forme di Stirpe già antica
di molti millennî
(o nuova di poche levate di sole?)
5un giorno dischiuse animato alla Vita
la Volontà dello Spirito puro:
la Volontà di Vittoria! —
sguardo terreno che, primo, sentisti
— pel circostante miracolo
10dell’Apparenza Sensibile —
il velo d’un’inesprimibile
costernazïone angosciosa,
dinanzi al perchè delle Cose:
occhio d’umano, tu sei
la più lontana Ragione
dell’Anima Mia che ti pensa
magnifico in tutti i vestigi
che sempre trasfuse nell’iride umana
un’abituale orizzonte
quotidianamente esplorato.
E te finalmente nel canto
io celebro, o sguardo mortale.
E quando, o mio padre remoto,
perplesso mirasti
l’alterna vicenda
di vespri e d’aurore e il bagliore
superbo del Sole e il soave lucore
perlaceo dell’arco lunare;
quando ai precordî
ti vinse il terror della folgore
e il canto del dolce usignolo
e lo scoscìo fragoroso
dell’irta tempesta oceanica —
un grido balzò come scoppio improvviso
dalla tua Anima attonita: Dio!
Ma i ruvidi monti e le gole profonde
a cui tu scagliasti
la grande parola
a te la repulsero
e attonito udisti ripetere: Dio!
E tu da quell’attimo sempre
cercasti affannato
l’origine antica del Mondo,
— o padre, o mio padre remoto
che fosti l’origine prima
di tutte le nostre ricerche ansïose,
poi in te seppe Natura trasfondere
l’Insoddisfazione perenne
de la sempre mutevole Materia!