Liriche (Onofri)/La Belva
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Arturo Onofri - Liriche (1907)
La Belva
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LA BELVA
Perchè malïarda dall’occhio felino
non so liberarmi dal giogo insistente
che l’anima attosca ed annebbia la mente
come acre vapore di saturo vino?
Perchè m’attraversi con frode il cammino
in subdolo riso ed in atto indolente,
o flaccido mostro dovunque presente?
Sei forse tu Satana, forse il destino?
Ma il Genio del Male, potenza infinita
che affina, che incìta, che dona la gioia
e tutto promette a chi gode la vita,
non sei! Non ti ferve nell’ampia epa croia,
la perfida brama sì bella ed ardita:
t’ho ben conosciuto, esecrabile Noia!