Liriche (Onofri)/O Nube!
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O NUBE!
Nube, perchè ti dilanî?
O nata dall’acqua e dal fuoco
e dalla libera terra,
qual mai perfezione suprema
attingere vuoi nell’essenza
dei Tre più puri Elementi?
Io t’ho veduta e ti vedo
— o Volontà dello Spirito Puro —
e ognor ti vedrò nel vïaggio mortale,
tentar nuove Forme
con l’incomparabile Forza
dell’Aspirazione Costante.
O Volontà di Vittoria,
simbolo grave e leggero
della Suprema Speranza,
vuoi tu sconfinare il tuo termine
angusto di sfera terrestre?
Matrice tu fosti, per certo,
dei Numi degli uomini, o Nube,
poi che in te lessero gli uomini,
il segno più puro ed eccelso
dell’invincibile ebrezza
di purità non mortale.
E certo l’acuto cipresso
t’ammira, balzando nel cielo
col suo più terribile
e bel desiderio.
Ben io t’ho veduta e ti vedo
vagare nel grembo infinito
cercando tua mèta lontana;
ben io t’ho adorata,
Essenza di vene terrestri
per ove fluisce la linfa
di che tu sei Spirto più puro, elevato
nel sogno frequente.
Ben io t’ho veduta e ti vedo
siccome l’effigie del Sogno.
E pur, trepitando, t’ho scorta
talvolta tornare al tuo Fato
di dove partita già eri
— e in vero sembrava per sempre! —
Ma poi rifluivi più lieve
e ancora ascendevi
nei cieli a vagare nel mare infinito
dell’Essere, o Nube!
O sola forza terrestre
che vinca il suo greve destino;
o Nube, tu sola somigli
— per la possanza del Fuoco Solare
che al sommo ti vuole —
al mio desiderio frenetico,
alla mia brama più bella, evocata
dal sol della Fede.
Naviga, naviga i campi del cielo
in ansia costante d’ignoto!
Nel grembo del vento leggero
tu rechi la più sterminata
speranza, poiché — Insoddisfatta —
tu sei l’inesausta brama
del Cosmo che tenta.