Liriche (Onofri)/Ricordo
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RICORDO
Più non sospiri, caro fantasima
dei primi sogni della mia anima;
ma i fiori, che adornano mesti
la tua fossa, riparlan d’amore.
Nelle latèbre fonde dell’anima
mi penetrasti snella, fluidica,
o Lothe, biondissima amante
degli azzurri infiniti d’Italia.
Vivo luceva come un’argentea
lama protesa nel cielo opàlino,
il turgido globo di fuoco
all’occaso fendendo, il Tirreno,
e tu fra tanti colori vividi,
tu m’apparisti (tanto eri pallida)
un cero votivo e incombusto
consecrato ad un dio misterioso.
Lo sguardo triste ai glauchi vesperi
di tua Germania forse perdevasi
ed io ne scrutavo i bagliori
nel profondo ceruleo occhio tuo....
Poi ti solcavo le treccie morbide;
tu sobbalzavi, sognante vergine,
e della tua fiamma avvampavi
me sognante il tuo sogno segreto....
Più non sospiri, biondo fantasima
dei primi voli della mia anima,
ma i fiori, che adornano mesti
la tua fossa, riparlan d’amore.