Lo spasseggio der paìno
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LO SPASSEGGIO DER PAÌNO.[1]
Ch’edè,[2] ssor fischio,[3] sto su-in-giù? Pijjate
L’acqu’a ppassà?[4] cce sarìa mai pericolo?[5]
Pe’ vvostra bbona regola, sto vicolo
Nun è aria pe’ vvoi. Dunque, sviggnate.
E ppe’ ffavve capasce,[6] in prim’articolo
Cqua nnun c’è un c....[7] quer che vvoi scercate,
E cce vóleno[8] poi scerte stoccate
Da entrà in culo e rriusscì ffòr der bellicolo.[9]
E nun zerve de bbatte la scianchetta,[10]
Capite? ché mmommó,[11] ppe’ ccristo d’oro,
Ve ne do la porzione che vv’aspetta.[12]
Oh gguardate un po’ cqua cche bbèr lavoro!
Vònno puro[13] un tantin de rezzoletta,[14]
Co’ ttante vacche de mojjacce[15] lòro.[16]
29 giugno 1834.
Note
- ↑ Le persone del ceto civile sono pel volgo paìni, cioè: “eleganti.„
- ↑ Che è?
- ↑ Fischio e fischietto, nome di spregio dato ai giovanetti.
- ↑ Prender l’acqua a passare: passar l’acqua: passeggiare innanzi e indietro.
- ↑ Vi sarebbe mai questo caso?
- ↑ Per farvi capace: per capacitarvi.
- ↑ Affatto.
- ↑ Ci volano.
- ↑ Bellico.
- ↑ Non serve di batter la gambetta: fremere.
- ↑ Or ora.
- ↑ Vi spetta.
- ↑ Pure.
- ↑ Rezzòla, chiamasi la rezza, o reticella, in cui le donne di certi rioni accolgono i capelli. Pendente essa dalla parte posteriore del capo, vi è stretta da un largo nastro che si annoda sulla fronte con un gran cappio ardito e aperto in forma di corna. Quindi rezzòle diconsi pure le stesse donne che ne usano, e così anche il ceto di esse. Per esempio: Egli tratta una rezzòla; sono azioni di rezzòla, ecc.
- ↑ Mogliacce.
- ↑ Con entrambe le o aperte.