M'è sparito dagli occhi il mio bel Sole

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Giovan Battista Catena

XVIII secolo S Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Canzoni/Sestine letteratura Sestine Intestazione 23 settembre 2008 75% Canzoni

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Rime dell'avvocato Gio. Batt. Felice Zappi e di Faustina Maratti sua consorte

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GIO. BATTISTA CATENA.1


sestine.


M’è sparito dagli occhi il mio bel Sole
     E chi resister puote a tant’orrore?
     È spento ogni splendore, o mia pupilla,
     E l’alma si distilla in doglia e in pianto!
     Ma dov’è intanto il lume d’una Stella,
     6Ch’in gran procella io son lontan dal lido?
Or che dell’Adria il Sole è giunto al lido,
     Di duolo è nido l’egra mia pupilla,
     Ed ogni stilla addensa più l’orrore,
     E cresce col dolore anch’il mio pianto,
     Ecco muta il suo ammanto anch’ogni Stella
     12Per comparir più bella incontro il Sole!
Ferma, o Pensiero, i vanni avanti al Sole,
     Giacchè sì duole all’ombra la pupilla:
     E una scintilla prendi da quel lido,
     Che sia di speme nido, e non di pianto,
     E tolga il muto incantò a quest’orrore.
     18Questa farà rossore a ogn’altra Stella:
Con questa luce io non cerco altra Stella:
     Questa sia quella, che mi guidi al lido::
     Ad altra io non m’affidò in quest’orrore.
     Ripiglia il tuo vigore, o mia pupilla,
     A una favilla dell’almo mio Sole,
     24Chi meco gioir vuole? io lascio il pianto.
Ninfe, e Pastori, or che ho finito il pianto,
     Al salto, al canto, insin che torni il Sole,
     O andiamo a cor’viole intorno al lido.
     Amor ti sfido: Io prenderò una Stella,
     E tu la tua facella in quell’orrore:
     30Giuochiamc’il cuore, o almeno una pupilla.

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Ah ch’io deliro! Tu non hai pupilla,
     L’onda non è tranquilla, e lungi è il lido,
     Aglauro i’ grido; non tardar il mio Sole,
     Sul Tebro splender suole amica Stella.
     Aglauro bella, io mi disfaccio in pianto:
     Se indugi tanto, io moro in quest’orrore.
Così la Stella fugherà l’orrore,
     E la pupilla darà fine al pianto,
     E godrò il Sol più lieto in questo lido.

Note

  1. Delirio Poetico per l’improvvisa partenza d’Aglauro da Roma per Venezia.