Manuali Hoepli - Astronomia/La Terra e i suoi movimenti/La Terra non è immobile

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La Terra e i suoi movimenti - La Terra non è immobile

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LA TERRA E I SUOI MOVIMENTI.


§ III. LA TERRA NON È IMMOBILE.


15. La Terra è dunque come a dire una immensa palla; è un globo sterminato rispetto al suo abitante; i geometri hanno calcolato che la sua periferia misura in cifra tonda 40,000 chilometri; per farvi un’idea di questa lunghezza vi basti riflettere che a percorrerla a piedi, camminando notte e dì senza interruzione, in ragione di cinque chilometri all’ora, si impiegherebbe un anno; e occorrerebbero due mesi di viaggio in ferrovia se il treno avesse la velocità ordinaria di trenta chilometri all’ora e non si fermasse per via.

16. Avrete probabilmente letto in qualche libro di Storia o di Geografia di quei famosi navigatori, portoghesi e spagnuoli, che fecero pei primi il giro del globo. Dopo di loro, in epoche relativamente a noi vicine, altri viaggiatori, specialmente francesi e inglesi, lo fecero parte per mare, parte per terra in tutti i versi, sì che se tracciassimo con linee sensibili i loro itinerarii, si avrebbero delle curve che s’intersecano, in certo modo, come i fili di un gomitolo.

Ebbene, quei viaggiatori non incontrarono altri ostacoli sul loro cammino che catene di monti, cui bastò loro salire per un versante e scendere dall’altro per continuare il viaggio e tornare alla città o al porto da cui erano partiti. Dappertutto il cielo era sopra le loro teste, dappertutto videro il sole, la luna e le stelle girare apparentemente in cielo intorno a loro. È dunque ben certo che la Terra è isolata affatto in mezzo allo spazio; stavo per dire sospesa, ma dirà trattenuta dalla combinazione di certe forze, di cui una risiede nel Sole, combinazione per la quale non può né avvicinarsi né scostarsi troppo da esso.

17. Tutti gli abitanti della terra ne occupano la superficie esterna; essi, ed in generale tutti gli oggetti terrestri, sono trattenuti sopra la superficie dal loro peso, che è una forza che tende ad avvicinarli al centro della sfera terrestre. Una pietra, lasciata cadere in un pozzo, non si ferma, sinchè il suo peso non l’ha tratta fino al fondo, e se il pozzo giungesse fino al centro della Terra, non si fermerebbe che giunta a questo centro. Un corpo che cade è un corpo che si avvicina al centro della Terra.

Si tratta ora di sapere se la Terra, librata com’è nello spazio, stia sempre ferma nello stesso posto, o se muti di luogo o anche solo di posizione. Osserviamo e riflettiamo. Ecco dei fatti, teniamone calcolo. Il Sole, la mattina sorge, tramonta la sera, e nel frattempo abbiamo il giorno; dalla sera alla mattina abbiamo la notte. Quest’è indubitatamente l’effetto di un movimento o del Sole o della Terra. Vediamo se dell’uno o dell’altro. Noi assistiamo, è vero, coi nostri propri occhi al sorgere e al tramontar del Sole; noi vediamo il Sole salire da levante e discendere da ponente, descrivendo in cielo un grande arco che si appoggia, per modo di dire, a due punti quasi opposti di quel circolo, chiamato orizzonte, che limita la superficie visibile della campagna: lo stesso vediam fare la Luna e le Stelle di notte.

Gli antichi, illusi da quest’apparenza, per molti secoli crederono, come a bella prima potremmo crederlo anche noi, che la Terra fosse assolutamente immobile e che il firmamento si movesse intorno a quella; tal credenza durò in parte fino ai tempi di due illustri astronomi, Copernico e Galileo, del quale ultimo avrete forse udito citare il celebre motto «eppur si muove». Ma le osservazioni, il ragionamento e finalmente il buon senso a poco a poco mandarono in discredito quell’opinione; imperocchè, riconosciutosi che il Sole e le Stelle sono anch’ essi corpi grandissimi, e taluno di essi molte e molte volte maggiori della Terra, come mai potevasi continuar a credere che essi girassero perpetuamente intorno al piccol globo terrestre, a differenti grandissime distanze e nello stesso intervallo di tempo? Giudicarono, con miglior criterio, che questi stessero fermi, e che la Terra invece ruotasse sopra se stessa. Le apparenze non cambiano però, come or ora verrò mostrandovi con qualche paragone, sia che il cielo con tutte le sue stelle si muova, sia che si muova invece la Terra in verso opposto.

Voi vedete sorgere gli astri a levante e tramontare a ponente, e non avete nessun punto di confronto fuori di essi o sulla Terra, per giudicare che siate piuttosto voi tratto in direzione opposta; nessuna scossa, nessun rumore, nessuno spostamento fra gli oggetti terrestri intorno a voi ve ne avverte.

Allo stesso modo, quando voi, chiuso nella carrozza di un convoglio ferroviario in viaggio, vedete, guardando fuor dal finestrino, i pali del telegrafo, gli alberi, le cantoniere e tutto ciò che è fisso al terreno corrervi incontro e fuggire, in certo modo, dietro di voi, mentre dentro la carrozza ogni cosa sta a suo posto e i viaggiatori comodamente seduti si intrattengono fra di loro come nel salotto di una casa; se non sapeste positivamente di esser velocemente trasportati dalla locomotiva, non potreste per un istante credere che gli alberi e i pali e gli edifizii si muovano, correndo in direzione opposta a quella del convoglio? Al modo stesso il cielo sembra rotare da oriente ad occidente, ma in realtà è fermo, e siam noi che ruotiamo colla Terra da occidente verso oriente.

Qui però è da notare una piccola differenza; nell’esempio qui accennato, le piante, gli edifizii vi corrono incontro e fuggono in linea retta; il che dipende da ciò che voi pure correte in linea retta; invece gli astri descrivono in cielo degli archi di circonferenza; questo facilmente si spiega ammettendo, come ho asserito or ora, che l’osservatore sulla Terra descriva egli stesso, invece, una circonferenza, mentre quelli son fermi. Ora, se altrettanto accade per tutti gli osservatori sparsi sulla superficie della terra, essi tutti girano, cioè la Terra che li porta gira in modo che essi descrivono delle circonferenze: questo fatto si enuncia dicendo che la Terra ruota sopra sé stessa.