Monete dei romani pontefici avanti il mille/Formoso

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Formoso

../Stefano V ../Bonifacio VI IncludiIntestazione 29 dicembre 2015 75% Da definire

Stefano V Bonifacio VI

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FORMOSO

891-896.


Le fazioni che laceravano l’Italia fecero sentire il loro maligno influsso anche in Roma, dove trattandosi di addivenire all’elezione di un successor a Stefano, una parte del clero e popolo elesse Sergio diacono della Chiesa romana, e l’altra Formoso vescovo di Porto, il quale costrinse il suo competitore ad allontanarsi, e così venne egli consecrato sulla metà di novembre dell’891.

[p. 74 modifica]Nell’anno susseguente coronò imperatore il giovinetto Lamberto e lo dichiarò collega del padre Guido.

Il re Berengario vedendo gli affari suoi in Italia ridotti agli estremi andò in Baviera dal re Arnolfo, e lo invitò a calare nella penisola, aggiungendovi le sue istanze il pontefice Formoso, affinchè liberasse la Chiesa romana dalle vessazioni di Guido, il quale da persecutor che era prima, fingendo per vari anni affine di arrivare all’alta dignità alla quale ambiva, erasi dichiarato protettore della Chiesa, ma ora nulla più da Roma sperando aveva deposto la maschera, ed erasi fatto vedere lo stesso di prima.

Arnolfo o sul finire dell’893 nei primi dell’894 pel Tirolo scese nella valle del Po con un poderoso esercito, e dopo aver depredato il regno d’Italia, e lasciatovi qual suo vassallo il re Berengario, se ne tornò in Germania.

Frattanto Sergio essendosi ricoverato presso Adalberto II marchese di Toscana ed avendo in Roma un possente partito, continuamente minacciava Formoso, perilchè questi nuovamente fu forzato a ricorrere ad Arnolfo, pregandolo a prendere coll’armi la sua difesa, nulla potendo ottenere dal giovane Lamberto che era succeduto al padre Guido ora defunto. Accedendo il Tedesco alle istanze di Formoso, nel settembre dell’895 di nuovo scese in Italia e venne sino a Roma che era difesa dalla vedova di Guido, la quale in quel frattempo se ne era impadronita, e presa la città restituì a libertà il papa, che nell’aprile dell’896 in compenso della difesa che aveva preso della santa sede lo incoroni imperatore, giurandogli i Romani fedeltà con questa formola1 Iuro per haec omnia Dei mysteria, quod salvo honore et lege mea, atque fidelitate Domni Formosi Papae, fidelis sum et ero omnibus diebus vitae meae Arnolfo Imperatori; dal che si vede che la fedeltà all’imperatore veniva dopo a quella dovuta al papa, che vi era appunto specificata.

Allontanatosi Arnolfo e ritornato in Germania, Formoso in mezzo ai mali trattamenti che gli causarono i partigiani di Lamberto, passò all’altra vita sulla metà dello stesso anno.

Di questo papa conosco due soli denari coniati dal suo avvenimento al pontificato alla morte di Guido avvenuta neH’894; di essi uno (Tav. V, N° 8) ha da un lato in giro Cross-Pattee-Heraldry.svg VVIDO IMP e nel campo legato in forma [p. 75 modifica]di croce il nome di ROMA, e dall’altro una mezza figura di S. Pietro accostata da S-P con attorno FORMOSI PP; l’altro poi (Tav. V, N° 9) ha da una parte Cross-Pattee-Heraldry.svg VVIDO IMP ed in mezzo su due linee ROMA, e non ROMII come ha il Muratori, e dall’altra attorno Cross-Pattee-Heraldry.svg SCS PETRVS e nel campo su tre linee FORMOS. Questo pezzo pesa grani 28, epperciò pare che si sia migliorata la moneta; dell’altro ignoro il peso.

Dall’894 all’aprile dell’896 avrebbe dovuto battere col nome dell’imperatore Lamberto, se forse non ommise questo nome per i dissapori che ebbe col suo partito; così dall’aprile a tutto giugno le sue monete avrebbero dovuto avere il nome di Arnolfo per averlo esso allora incoronato, ma sinora nessuna che a questi tempi spetti mi venne fatto di vedere.

Note

  1. Muratori, Annali all’anno 896.