Musica d'oggi, 1962/N. 6/Verdi e Puccini: autografi ed edizioni
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PUBBLICO DIBATTITO AL CONSERVATORIO DI MILANO
Verdi e Puccini: autografi ed edizioni
Indetto dal settimanale Epoca sabato 15 dicèmbre 1962 alle ore 16 si è svolto nella Sala Verdi del Conservatorio di Musica di Milano l’atteso dibattito fra il M° Giulio Confalonieri, critico musicale del suddetto periodico e il maestro australiano Denis Vaughan, sulle differenze fra le partiture manoscritte di alcune opere di Verdi e Puccini e la loro edizione a stampa.
Il M° Vaughan ha ribadito il suo convincimento secondo cui l’autentico pensiero di Verdi e Puccini è quello espresso nei manoscritti. Per sostenere tale tesi egli faceva successivamente ascoltare parecchi brani del Falstaff nelle due versioni. All’esecuzione partecipavano il mezzosoprano Gabriella Carturan e il baritono Teodoro Rovetta unitamente ad un ottimo complesso sinfonico.
Alla tesi del maestro australiano il M° Confalonieri opponeva l’affermazione che il pensiero dell’Autore non si presenta mai definitivo nei manoscritti, ma che si integra e si precisa — anche per quanto riguarda l’esatta grafia musicale — durante le prime prove ed esecuzioni in teatro, e grazie anche al riconosciuto e sollecitato apporto degli interpreti e dei correttori.
Al dibattito assisteva una giuria di musicisti altamente stimati per valore ed esperienza. Essa era composta dai Maestri Michelangelo Abbado, Bruno Bettinelli, Guido Farina, Giorgio Federico Ghedini, Carlo Maria Giulini, Enrico Minetti, Jacopo Napoli, Gabriele Santini, Antonino Votto e presieduta dal M° Riccardo Allorto, designato a tale delicato compito dal M° Denis Vaughan.
Nel dibattito — che ha toccato a volte accese temperature — sono intervenuti via via i membri della giuria, il M° Testi, consulente tecnico della Casa Ricordi, e persone del pubblico. A un certo momento il M° Confalonieri ha reso noto che pochi giorni prima, il 7 dicembre, era stata ritrovata una copia dell’edizione a stampa del Falstaff, datata 1893. Essa era servita al M° Cleofonte Campanini per l’esecuzione dell’opera al San Carlo di Napoli nella Stagione di carnevale 1893-94, e quindi inviata a Parigi per le rappresentazioni all’Opéra Comique del 1894 cui aveva assistito anche Verdi. È apparso pertanto a tutti evidente che tale documento successivo all’autografo, essendo il modello al quale manifestamente si erano richiamate le successive edizioni a stampa del Falstaff, rispecchia la definitiva volontà di Giuseppe Verdi.
L’indomani dal dibattito la giuria ha emesso il seguente comunicato: «I sottoscritti musicisti hanno assistito al pubblico dibattito che si è svolto nella Sala maggiore del Conservatorio G. Verdi di Milano il 15 dicembre 1962 fra il M° Giulio Confalonieri e il M° Denis Vaughan, relativo alle pretese decine di migliaia di differenze che quest’ultimo avrebbe riscontrato nelle partiture delle opere verdiane e pucciniane pubblicate dalla Casa Ricordi.
Essi hanno seguito con molta attenzione l’intero dibattito per quanto riguarda, sia gli argomenti dei due oratori e i vari interventi dei musicisti presenti alla riunione, sia gli esempi musicali eseguiti sotto la direzione del M° Vaughan con il Complesso Strumentale Italiano a sostegno delle sue tesi.
Dichiarano di aver riscontrato che le differenze fra le partiture autografe e le edizioni stampate non sono per lo più che la manifestazione della espressa volontà dell’autore successiva alla stesura del manoscritto originale. È notorio infatti che le opere musicali prendono vita al momento in cui esse vengono portate in teatro o nelle sale da concerto e che in quelle sedi gli autori propongono o accettano le modifiche che ritengono indispensabili a meglio esprimere il proprio pensiero musicale.
Nel corso del dibattito è stato ampiamente dimostrato che anche le opere di Verdi hanno avuto questa naturale evoluzione approvata dall’autore stesso e che nelle edizioni a stampa non esistono sostanziali modifiche capaci di alterare lo spirito del testo verdiano. Infatti le legature, i punti e i coloriti sono indicati molto spesso approssimativamente negli autografi di Verdi e perciò è indispensabile che tutti questi segni vengano precisati nelle edizioni a stampa per le esigenze pratiche dell’esecuzione, senza per questo venir meno alle intenzioni dell’autore».
Firmato:
Michelangelo Abbado - Violinista, titolare di Violino e viola al Conservatorio G. Verdi di Milano.
Riccardo Allorto (Presidente) - Docente di Storia della Musica al Conservatorio G. Verdi di Milano.
Bruno Bettinelli - Compositore, titolare di Alta composizione al Conservatorio G. Verdi di Milano.
Guido Farina - Compositore, vice-direttore del Conservatorio G. Verdi di Milano.
Giorgio F. Ghedini - Compositore, già direttore del Conservatorio G. Verdi di Milano.
Carlo Maria Giulini - Direttore d’orchestra.
Enrico Minetti - Violino di spalla dell’Orchestra del Teatro alla Scala.
Jacopo Napoli - Compositore, direttore del Conservatorio G. Verdi di Milano.
Gabriele Santini - Direttore d’orchestra.
Antonino Votto - Direttore d’orchestra.
Alla tesi sostenuta dal M° Confalonieri avevano aderito anche i Maestri Ildebrando Pizzetti, Tullio Serafin e Victor de Sabata che, impossibilitati ad intervenire al dibattito, avevano inviato i seguenti telegrammi:
Roma, 14 - 12 - 1962
Plaudendo sua giustissima energica presa di posizione contro assurda fastidiosa campagna Denis Vaughan intesa screditare edizioni a stampa opere Verdi e Puccini inviole espressione mia piena solidarietà già espressa ieri per lettera alla direzione del periodico Epoca. Cordiali saluti.
Ildebrando Pizzetti
Roma, 14 - 12 - 1962
Dolente non poter presenziare dibattito prossimo sabato sono pienamente solidale con iniziativa maestro Confalonieri intesa demolire assurda campagna scandalistica montata contro edizioni verdiane accusate aver tradito pensiero Giuseppe Verdi.
Tullio Serafin
S. Margherita Ligure, 14 - 12 - 1962
Auguro prossimo dibattito chiuda definitivamente polemica Vaughan edizioni Ricordi mentre riconfermole mia totale adesione tesi maestro Gavazzeni. Cordnalmente.
Victor de Sabata