Myricae/Campane a sera

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Campane a sera

../Solitudine ../Elegie IncludiIntestazione 24 giugno 2012 100% Poesie

Solitudine Elegie
[p. 101 modifica]

CAMPANE A SERA




Odi, sorella, come note al core
quelle nel vespro tinnule campane
empiono l’aria quasi di sonore
                                        4grida lontane?

A quel tumulto aereo risponde
dal cuore un fioco scampanìo, sì lieve,
come stormeggi, dietro macchie fonde,
                                        8candida pieve.

Forse una pieve ne’ cilestri monti
la sagra annunzia ad ogni casolare,
onde si fece a’ placidi tramonti
                                        12lungo parlare;

ed or, sospeso il ticchettìo dell’ago,
guardano donne verso la marina,
seguendo un fiocco di bambagia, vago,
                                        16che vi s’ostina.

[p. 102 modifica]


Grandi occhi, sotto grandi archi di ciglia,
guardano il cielo, empiendosi di raggi,
là dove l’aria allumina vermiglia
                                        20boschi di faggi.

Voci soavi, voi tinnite a festa
da così strana e cupa lontananza,
che là si trova il desiderio, e resta
                                        24qua la speranza.

Io mi rivedo in un branchetto arguto
di biondi eguali su per l’Appennino
opaco d’elci: o snelle, vi saluto,
                                        28torri d’Urbino!

Vi riconosco, o due sottili torri,
vi riconosco, o memori Cesane
folte di lazzi cornïoli i borri
                                        32e d’avellane.

Vaga lo stuolo delle rosee bocche
pe’ clivi, e sparge nella via maestra
messe di fiordalisi e l’auree ciocche
                                       36della ginestra.

Nella via bianca il novo drappo svaria
coi rosolacci e le sottili felci;
e par che attenda, nella solitaria
                                        40ombra dell’elci;

pare che attenda nella via tranquilla,
sotto quest’ampio palpito sonoro,
uno dai neri monti su cui brilla
                                        44porpora e oro.