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Non ti lagnar Tibullo

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latino

Quinto Orazio Flacco Ezio Chiorboli I secolo a.C. XVI secolo Francesco Beccuti Indice:Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu poesie/poesie da classificare Letteratura Non ti lagnar Tibullo Intestazione 16 gennaio 2026 75% Da definire

Archita, che la terra e 'l mar sovente Quando sará ch'io veggia ai giorni miei
Questo testo fa parte della raccolta Imitazioni e traduzioni


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CLXXXV

Da Orazio, Odi, i, 33.

Non ti lagnar, Tibullo,
tanto fuor di misura,
a Glicera pensando iniqua e dura,
né men cantar meste elegie, perch’ella
5dopo la rotta fé sembri piú bella.
L’amor di Ciro strugge
Licorida vezzosa e Ciro, insano,
segue Foloe che fugge
con pensier aspro e sí dal suo lontano,
10che pria vedrem le capre ai lupi unire
che l’infelice adempia il suo disire.
Cosí piacque a la dea che per trastullo,
con giuoco pien di lai,
sotto aspro gioco accoglie
15disegual forme e voglie.
Anch’io, chiamato a piú bel nodo, entrai
ne l’indegne catene d’un’ancilla,
del mar piú fiera assai
che rode e freme tra Cariddi e Scilla.