Novellette ed esempi morali (Bernardino da Siena)/I danari dell'ortolano

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I danari dell’ortolano

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I DANARI DELL’ORTOLANO


Un altro essemplo, pure a nostro proposito, d’uno ortolano, el quale aveva preso per costume e divozione di dare per Dio ciò che esso avanzava da la sua vita in su. Avendo fatto cosí gran tempo, in fine venendo invecchiando, cominciò a entrare in avarizia, dicendo seco medesimo: “Io veggo pure che io invecchio. Oh, s’io dò ciò ch’io avanzo, e e’ mi venisse el bisogno [p. 44 modifica]a me, non potendo guadagnare, come farei io?” E entratogli nell’animo di non dare piú, cominciò a ragunare per sé. E istando in questo modo parve che dispiacesse a Dio, e che gli dicesse: “Sí, che tu ti se’ disperato di me, che credi ch’io non ti dia il tuo bisogno, e abandoni e’ pòvari per ragunare! Io ti prometto che tu gli spendarai con molta tua pena, poi che tu non gli vuoi dare per limosina.” E va e mandagli una malattia nel piè grandissima. Costui per volere guarire comincia a spendare questi suoi denari in medici e medicine; e tanto spese a poco a poco, che egli si trovò senza denari e co la infermità. Peggio; ché il medico venendo a lui gli disse: “Sai tu che elli è di bisogno, se tu vuoi campare? Che ti si tagli il piè.” Allora costui dolendosi del male che egli aveva, e del male che aspettava del pèrdare il piè, e simile anco, dice: “Oimmè, che per guarire ho speso ciò ch’io avevo, e ora si conviene, se io voglio campare, che mi sia tagliato il piè!” Non se ne poteva dar pace. A la fine rispose al medico: “Per campare, io so’ contento come io posso; venite domattina a vostra posta, e mettete in pronto e’ ferri vostri, sí che io non istenti di pena.” Che avvenne? Che la notte vegnente el Angiolo di Dio gli apparve, dicendoli: “O tale, come stai?” Rispose costui: “Oh, come sto? Io sto male, però che s’io voglio guarire, si conviene tagliarmi il piè, e domattina aspetto che il medico mel venga a tagliare. “Allora l’Angiolo gli revelò perchéFonte/commento: normalizzo quella infermità gli era adivenuta, dicendoli: “Iddio ti manda questa infermità, perché tu lassasti la limosina [p. 45 modifica]che tu avevi principiata, e cominciasti a ragunare e disperarti di Dio, credendo che lui t’abbandonasse. E perché è dispiaciuto a Dio, elli t’ha mandata questa infermità, e hai patita tanta pena nel corpo; e inde apresso hai speso ciò che tu avevi ragunato. Che se tu ti fusse mantenuto nel modo che tu avevi principiato, non ti sarebbe intervenuto questo.” Allora costui, considerando il bene che elli faceva prima, e il male che aveva fatto a non seguitarlo, pentendosi e piangendo, con molta divozione cominciò a pregare Iddio che gli rendesse sanità, e egli tornarebbe a fare quello bene e piú, se piú potesse. Allora l’Angiolo gli fece la croce in sul piè, e subito fu liberato. El medico che andava la mattina per tagliargli el piè, giunse a costui dicendoli: “Oltre, a le mani.” Disse costui: “Non sapete che Iddio m’ha proveduto? Tanto è bastata la infermità, quanto i denari. Io ho vòto il borsello, e so’ guarito. Iddio manda il freddo sicondo i panni. La infermità m’è bastata tanto, quanto io avevo denari da spèndare; non n’ho piú da spèndare, e non ho piú infermità.” Hâla intesa, o tu che raguni? Hâla intesa?