O pellican, ch’ove più il calle è incerto

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Pompeo Figari

O Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Sonetti Letteratura O pellican, ch’ove più il calle è incerto Intestazione 30 dicembre 2017 75% Da definire

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I1


O Pellican, ch’ove più il calle è incerto,
     Più folto in bosco, e più segreto il fiume,
     Dolente e solo in orrido deserto
     I lunghi giorni hai di passar costume;
5Nottola, o tu, che finchè il Sol coverto
     Non ha del volto in Occidente il lume,
     Nel tuo tetto ti ascondi, e al Cielo aperto
     Spïegar non sai le vergognose piume:
Mentre l’egro mio cor sospira e piagne,
     10Al par di voi, per isfogar mio duolo,
     Cerco occulte spelonche, erme campagne.

Ma con vana lusinga io mi consolo:
     15Chè se le colpe mie mi son compagne,
     Misero!, ovunque io sia, non son mai solo.

Note

  1. Sopra il versetto Similis factus sum Pellicano solitudinis: et sicut Nyctiorax in domicilio.