Operette morali/Novella: Senofonte e Niccolò Machiavello

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Novella: Senofonte e Niccolò Machiavello

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Novella: Senofonte e Niccolò Machiavello
Dialogo di un lettore di umanità e di Sallustio Novella: Senofonte e Niccolò Machiavello - Per la novella Senofonte e Machiavello


Non si legge negli antichi che Plutone e Proserpina avessero mai figli. Ultimamente si sa che ne è nato uno, del quale si è fatto gran chiasso per tutta casa del diavolo. E siccome tutti i demoni chi più chi meno s’intendono dell’arte d’indovinare, si sparse voce, che quel diavoletto, essendo figlio di re, e perciò dovendo regnare, e non potendo nell’inferno, perché il padre non avrebbe lasciato mai voto il trono, avrebbe regnato in terra sotto figura umana, non si sa dove né quando, e sarebbe stato gran principe, e avrebbe portato alla sua corte molti altri diavoli sotto la stessa forma. Si disse ancora che altri figli di Plutone in diversi tempi avessero regnato nello stesso modo, creduti uomini ec. e così vadano per le storie ec. In somma il fatto sta che volendo dargli un istitutore, concorsero Senofonte e Machiavello, tutti due maestri e scrittori in vita dell’arte di regnare. Di Senofonte potrebbe far maraviglia che essendo stato sempre così modesto ec. allora ec. Ma tutti gli uomini cadono in qualche debolezza ec. o fu per puntiglio ec. o finalmente conservando grande amore alla sua patria, e vedendo che i principi di razza umana, benché potessero facilissimam, contuttociò non facevano nulla per lei, e piuttosto pensavano a tutt’altre conquiste dannose, perché volendo intraprendere, hanno sempre grandissimo riguardo che l’impresa non giovi altrui ma faccia danno, sperò che il diavolo potesse far quello che non era da sperare dagli uomini. Concorso. Descrizione burlesca e immaginosa del trono, corte, assistenti ec. di Plutone, del suo figliuolino, colle corna nascenti ec. Orazione di Senofonte. Orazione di Machiavello. Sebbene parecchi principi hanno proibita la mia opera, tutti però l’hanno seguita, e non s’è mai trovato (il principe di Senofonte) un principe come quello di Senofonte, ma tutti sono stati e sono come il mio. Prevale Machiavello. Qui la novella finirebbe, ma dirò come per giunta, che Baldassar Castiglione fu eletto maestro de’ paggi del diavoletto. Questo può parer maraviglioso, ma si vuole che il Conte a forza di considerar meglio le cose di questo mondo, e informarsi dal morti, che venivano discendendo all’inferno, circa il carattere presente delle cose, degli uomini, degli avvenimenti, delle corti, de’ negozi umani ec. deponesse affatto l’idea ch’ebbe in vita del perfetto cortigiano. Anzi si crede che avesse pubblicato dalla stamperia reale dell’inferno in carta fatta con peli di diavolo, e in caratteri impressi col nero di carbone ec. in vece d’inchiostro una nuova edizione del Cortigiano corretta e riformata appresso a poco nel modo che l’Alfieri corresse il panegirico di Plinio a Traiano. Sicché fu scelto maestro de’ paggi alla corte del principino. E siccome queste sono notizie recentissime arrivate dall’inferno per mezzo (di quello che immaginerò a suo tempo), così staremo a vedere quello che succederà, e se nel mondo ci sarà niente di nuovo, che non credo, ancorché s’avverasse quello che i diavoli indovini hanno pronosticato.

Dirà pure Machiavello. E quel Ciro stesso ch’egli prese e descrisse come modello, tutti sanno che fu tutt’altro, e gran birbante, e tu, Plutone, lo sai meglio degli altri, che come tale lo hai ricompensato e fatto tuo consigliere segreto.