Orgoglio e pregiudizio (1945)/Capitolo venticinquesimo

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Capitolo venticinquesimo

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Jane Austen - Orgoglio e pregiudizio (1813)
Traduzione dall'inglese di Itala Castellini, Natalia Rosi (1945)
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Dopo una settimana passata in proteste d’amore e in progetti di felicità, giunse il sabato e Mr. Collins dovette abbandonare la sua adorabile Charlotte. Tuttavia tanto dolore poteva essere mitigato, almeno per lui, dal doversi occupare dei preparativi per ricevere la sua sposa; avendo egli ragione di sperare che al suo prossimo ritorno nell’Hertfordshire, il giorno che lo avrebbe reso il più felice degli uomini sarebbe stato fissato per una data molto prossima. Si congedò dai suoi parenti di Longbourn con la consueta solennità, augurò ancora alle sue graziose cugine salute e felicità, e promise al padre un’altra forbita lettera di ringraziamento.

Il lunedì seguente Mrs. Bennet ebbe il piacere di accogliere suo fratello con la moglie, che come al solito, venivano a passare il Natale a Longbourn. Mr. Gardiner era un uomo intelligente e distinto, molto superiore alla sorella, sia per indole che per educazione. Le signore di Netherfield avrebbero stentato a credere che un uomo che viveva nel commercio, vicino ai propri magazzini, potesse essere così ben educato e simpatico. Mrs. Gardiner, di parecchi anni più giovane di Mrs. Bennet e di Mrs. Philips, era una donna gentile e intelligente, molto elegante, ed era la prediletta delle sue nipoti di Longbourn. Specialmente le due maggiori, che erano state spesso da lei in città, avevano per la giovane zia un affetto particolare.

La prima cosa che fece Mrs. Gardiner arrivando, fu di distribuire i suoi doni e descrivere le ultime novità della moda. Dopo di che la sua parte divenne passiva e fu il suo turno di ascoltare. Mrs. Bennet aveva molti guai da raccontare e parecchie cose di cui lamentarsi. Avevano avuto tutti delle delusioni dall’ultima volta in cui aveva visto sua cognata. Due delle sue figliole erano state sul punto di sposarsi e poi non se ne era concluso nulla. «Non biasimo Jane», continuò, «perché Jane avrebbe preso Mr. Bingley, se avesse potuto! Ma Lizzy! cara cognata! è ben duro pensare che a quest’ora avrebbe potuto essere la signora Collins, e che non lo è per la sua cattiveria! La chiese proprio in questa camera, e lei lo rifiutò: La conseguenza è che Lady Lucas avrà, prima di me, una figlia sposata, e che la tenuta di Longbourn è più che mai destinata a Collins. I Lucas, cognata mia, sono furbi. Non vivono che per arraffare. Mi spiace parlare così di loro, ma è la verità. I miei poveri nervi ci vanno di mezzo a essere sempre contrariata nella mia stessa famiglia, e ad avere dei vicini che pensano a sé prima che agli altri. Meno male che il tuo arrivo, ora, è venuto a consolarmi, e sono proprio contenta di sentire quello che hai detto a proposito delle maniche lunghe».

Mrs. Gardiner, che, attraverso la sua corrispondenza con Jane ed Elizabeth, era al corrente delle notizie principali, rispose brevemente alla cognata e, per riguardo alle nipoti, cercò di sviare il corso della conversazione.

Più tardi, rimasta sola con Elizabeth, parlò più a lungo dell’argomento.

«Sembra che quello di Jane fosse un buon partito», disse, «e mi dispiace che sia veramente andato a monte. Ma sono cose che accadono spesso! È facile che un giovane del tipo di Bingley si innamori di una bella ragazza per qualche settimana, e la dimentichi con altrettanta disinvoltura se un caso qualunque li separa. Questo genere di incostanza è molto frequente».

«Ottima consolazione, in genere», disse Elizabeth, «ma che non vale in questo caso. Non capita spesso che gli amici, interponendosi, persuadano un giovane indipendente e ricco, a non pensare più a una ragazza della quale era ardentemente innamorato soltanto pochi giorni prima».

«Ma l’espressione “ardentemente innamorato” è così abusata, così dubbia, così indefinita che non mi dà un’idea esatta. È attribuita spesso sia a sentimenti sorti dopo mezz’ora di conoscenza, sia a un vero forte affetto. Dimmi, ti prego, sapresti essere in grado di definire l’“ardente amore” di Mr. Bingley? »

«Non ho mai visto un affetto più promettente; non si occupava quasi più di nessuno e badava soltanto a lei; a ogni nuovo incontro la cosa era sempre più palese e notevole. Al ballo dato in casa sua, offese due o tre signorine non invitandole, e io stessa gli parlai due volte senza ottenere risposta. Potrebbero darsi sintomi più evidenti? La scortesia verso gli altri, non è proprio la caratteristica dell’amore?»

«Oh, sì! Di quel genere d’amore che mi immaginavo! Povera Jane! Mi duole per lei, perché con il suo temperamento, non dimenticherà tanto facilmente. Sarebbe stato meglio fosse capitato a te, Lizzy. Lo avresti preso meno sul serio. Ma credi che Jane accetterà di venire a Londra con noi? Forse le farebbe bene cambiare ambiente, e forse anche più che ogni altra cosa potrebbe giovarle trovarsi lontana da casa».

Elizabeth fu contentissima della proposta, sicura che sua sorella l’avrebbe accolta con gioia.

«Spero», aggiunse Mrs. Gardiner, «che non sarà trattenuta da nessuna considerazione verso quel signore. Stiamo in due parti così diverse della città, e usciamo così poco, che è assai improbabile che si incontrino, a meno che lui non venga a trovarla».

«La cosa è assolutamente impossibile ora che è sotto la tutela del suo amico; mai Mr. Darcy gli permetterebbe di far visita a Jane in un quartiere come il vostro! Cara zia, come puoi pensarci? Forse Mr. Darcy avrà inteso parlare di un posto come Gracechurch Street, ma non gli basterebbe un mese di abluzioni per purificarsi se gli accadesse di metterci piede una volta, e puoi essere certa che Mr. Bingley non muove un passo senza di lui». «Tanto meglio. Tutto fa allora sperare che non s’incontreranno mai. Ma Jane non è in corrispondenza con sua sorella? Quella, immagino, non potrà fare a meno di venire a trovarla».

«Lascerà cadere completamente la relazione».

Eppure, nonostante questa ostentata certezza, e quella che le sorelle avrebbero indotto Bingley a non vedere Jane, Elizabeth, dentro di sé, nutriva ancora qualche speranza. Era possibile, e le accadeva di pensare che fosse perfino probabile, che l’affetto di Bingley potesse riaccendersi, e che col tempo l’influenza dei suoi amici potesse venir sopraffatta da quella, più naturale, delle attrattive di Jane.

Miss Bennet accettò con trasporto l’invito di sua zia, ma, se in quel momento pensava ai Bingley, era solo con la speranza che, poiché Caroline non abitava con il fratello, avrebbe potuto passare qualche mattina con lei senza correre il rischio di vederlo.

I Gardiner si trattennero una settimana a Longbourn, e tra i Philips, i Lucas e gli ufficiali, non passò giorno senza qualche invito. Mrs. Bennet aveva disposto così accuratamente il programma per far divertire suo fratello e sua cognata che non pranzarono neppure una volta sola in famiglia. Quando restavano in casa era sempre invitato qualche ufficiale, e tra questi Mr. Wickham non mancava mai. Mrs. Gardiner, messa sull’avviso dai caldi elogi che gliene aveva fatto Elizabeth, li osservava attentamente. Senza supporre, da quanto poteva vedere, che fossero seriamente innamorati, le sembrava che la loro reciproca simpatia fosse già un po’ inquietante, e risolvette di parlarne a Elizabeth, prima di lasciare l’Hertfordshire, mostrandole tutta l’imprudenza che c’era nell’incoraggiare quell’inclinazione.

Wickham piaceva alla signora Gardiner, oltre che per la sua naturale amabilità, per un’altra ragione. Dieci o dodici anni prima infatti, quando non era ancora sposata, aveva trascorso molto tempo proprio in quella parte del Derbyshire dalla quale egli proveniva. Avevano quindi molti amici in comune, e quantunque Wickham vi fosse tornato raramente dopo la morte del padre di Darcy, era tuttavia in grado di fornirle, intorno alle sue conoscenze di un tempo, notizie molto più fresche delle sue.

Mrs. Gardiner aveva visto Pemberley e conosciuto di fama il defunto Mr. Darcy, cosa che offriva inesauribile materia di discorso. Confrontando i suoi ricordi di Pemberley con le accurate descrizioni che ne faceva Wickham, e tessendo le lodi del vecchio Mr. Darcy, si trovavano tutti e due soddisfatti. Quando seppe come era stato trattato dall’attuale Mr. Darcy, la signora frugò nei suoi ricordi per rammentare quello che si diceva a proposito del suo carattere quando era ancora un ragazzo e se c’era qualcosa che potesse spiegare la sua condotta di poi, e finalmente le parve di ricordarsi che già a quel tempo si parlava di Mr. Fitzwilliam Darcy come di un ragazzo orgoglioso e di carattere difficile.