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48 ii - pulzella gaia


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E quella dama, ch’era molto irata,
rispose a lui: — Deh, mal pos’tu stare!
per la Pulzella, ch’è stata ingannata,
a’ cavalier vo’ mal, a non fallare;
onde per voi ella è imprigionata.
Mai cavalier non voglio salutare,
per amor di Galvan, lo misliale,
che l’alto Dio li dia prigion mortale. —
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Disse messer Galvan: — Che colpa aggio io,
se altri cavalier villania fanno? —
Rispose: — Ciascun è malvagio e rio;
per lo suo amore, quanti ne troviamo,
io giuro lialmente all’alto Iddio
che a tutti i cavalier farò gran danno.
Per lo gran fallo di quel miscredente
ciascun di loro i’ mangeria col dente. —
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Messer Galvan rispose: — Che diraggio
a quello cavalier, s’io lo trovasse?
Alcuno male io non li mostreraggio:
vorria che la su’ amanza racquietasse.
I’ l’ho amato e amo ancor di buon coraggio;
gran villania saria se non l’aitasse.
Per poterli acquistare la su’ amanza
combatterria con tutta mia possanza. —
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E quella donna disse: — O traditore,
dunqu’è messer Galvan tuo conoscente?
In questo giorno per lo suo amore
io ti farò dar morte di presente.
E cento cavalier di gran valore
tosto li farò armare immantinente. —
E questa dama si ha comandato
che tosto sia messer Galvan pigliato.