Pagina:AA. VV. – Opuscoli e lettere di riformatori italiani del Cinquecento, Vol. II, 1927 – BEIC 1889291.djvu/277

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L’altra questione, a cui accennavo, non meno importante per la conoscenza esatta della figura, che c’interessa, riguarda la cronologia delle lettere. Si tratta principalmente di determinare due date centrali nella vita della donna infelice, quella delle nozze col Grunthler e l’altra della partenza per la Germania, che segnò il definitivo allontanamento dalla famiglia paterna, dagli amici, dalla patria. Il Bonnet, confutando l’opinione tradizionale, accettata dal nostro Tiraboschi, ritenne che matrimonio e partenza accaddero fra il 1550 e il ’51 e tale opinione fondò principalmente su di un passo della lettera, con cui il Grunthler annunziò al Curione la morte della infelice consorte. «Vixit illa quidem mecum non totum quinquennium» scrisse il derelitto marito (Olympiae F. Moratak, Opera , p. 188), e poiché Olimpia, come risulta da documenti sicuri, mori il 26 ottobre 1555, le nozze, dice il Bonnet, non poterono avvenire che alla fine del 1550. 11 ragionamento sembra convincente; senonché la cronologia che ne risulta urta contro la tradizione e contro il buon senso. Qui a ristabilire la veritá ci soccorre un accenno contenuto in una delle lettere al Curione (la XV di questa raccolta), e precisamente quello al supplizio di Fanino Fanini da Faenza avvenuto a Ferrara per causa di eresia il 22 agosto 1550 (Lanzoni, La Controriforma nella cittá e diocesi di Faenza , Faenza, 1925, p. 94). Ora poiché nella lettera ricordata il supplizio si dá per avvenuto l’anno precedente a quello, in cui la lettera fu scritta, la data di questa risulta determinata in modo sicuro. E dalla data stessa si deducono anche le altre. Accettando la cronologia del Bonnet, si cadrebbe nel paradosso di attribuire le raccomandazioni, che Olimpia rivolse a Lavinia Della Rovere a prò di Fanino, ad un’epoca posteriore alla morte di quest’ultimo. Né a sostenere l’opinione del biografo francese si può addurre l’accenno, racchiuso nella lettera XIV di questa raccolta, alle traversie che Olimpia subi dopo la morte del padre (1548) e prima delle nozze. Due anni sarebbe durato quel triste periodo di miseria e di abbandono, e cioè fino al 1550, allorché il Grunthler sposò la Morata. La notizia darebbe ragione al Bonnet, se essa non fosse vaga e uguagliasse almeno in certezza, il che non è, quella del supplizio inflitto al Fanini. Ciò premesso, le lettere vanno datate, a mio parere, nel seguente modo: 1 . [Ferrara, 1540]: epoca dell’ingresso di Olimpia nella corte di Ercole II come compagna di studi di Anna d’Este.