Pagina:AA. VV. – Opuscoli e lettere di riformatori italiani del Cinquecento, Vol. II, 1927 – BEIC 1889291.djvu/284

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forte e vi dia grafia chel temiate piú esso che gli uomini. Per questo tante volte Iddio ne’ salmi sé chiama il Dio della nostra fortezza, perché el ci fa forti pur chel preghiamo. Ei vole esser pregato assiduamente. Siate certa — chel non mentirá, dice Paolo, e che è ricco inverso tutti quelli chel chiamano, e che ricompensa (dice l’epistola olii Ebrei) quelli che lo cercano. — Non bisogna tentarlo dicendo: — Se sarò delli eletti, mi salvarò bene. — Questo è despregiare l’evangelio, con il quale Dio vi chiama alla salute, e un volere tentare Dio. Egli vole questi mezzi, l’evangelio e la orazione, per salvarci. «La fede — dice Paolo — vien per l’udita e l’udita per la parola di Dio». Cosi scrive ai Gaia/i, che essi abbiano recevuto Spirito santo per avere udito la voce del evangelio, come se vede nel’istoria di Cornelio che, mentre che udivano la parola del Signore, cadeva lo Spirito santo sopra essi. «Però fate che mai passi giorno, che non leggiate con devozione. pregando Dio che per Cristo vi illumini qualche cosa della Sacra Scrittura con la interpretazione. Piú presto levatevi un poco piú a bon’ora, perché Dio vole che prima si cerchi il suo regno, e poi fate l’officio vostro diligentemente come Dio comanda. Servite la vostra patrona di cuore con ogni debito onore e riverenzia, e dite a Sua S. ria che si consoli con la parola di Dio, ché presto arrivaremo al porto. 11 tempo vola cosi bene nelle afflizioni come nel buon tempo. Che la si consoli, ché la patisce insieme con la chiesa, anzi con Cristo istesso. Ditele che quella signora, che ho nominato di sopra in questa lettera, ha ancora essa la sua croce. La è figliuola de un duca del quale parentado e stirpe sono stati alquanti imperatori, ed essa si contenta di esser maritata con un conte, ed in diciannove anni mai è stata un’ora sana. Sono quattro settimane, che la sta male in pericolo. Io molto temo che la non mora. La è molto pia e sempre parla de l’altra vita. E spesso per la parola di Dio hanno posto la roba e la vita in pericolo. Cara sorella, pregate Dio come Moisé nel suo salmo lxxxix: «Signore, insegnaci che abbiamo a morire acciocché camminiamo saggiamente». Cosi cercherete di avere Dio propizio. Cercate il Signore mentre che si trova, e non imitate la moltitudine delli impii, se non volete avere il premio che essi averano, la dannazione eterna. Il Signore sia con voi e vi dia il suo Spirito santo. Baciate le mani a queste signore da mia parte, e salutate le vostre compagne e tutte le donne e donzelle. Io scrivo a madonna Cherubina. Scrivetemi una lettera lunga acciocché intenda come