Pagina:AA. VV. – Sonetti burleschi e realistici dei primi due secoli, Vol. I, 1920 – BEIC 1928288.djvu/53

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iv - tenzoni politiche fiorentine 47


2 — SER CIONE
Ma vien di Germania un signore, innanzi a cui Carlo fuggirá.

A quel segnor, cui dai tal nominanza,
che non credi nel mondo trovi pare,
credo ti porti, piú che senno, erranza;
4or si parrá se potrá contastare
a quel, che de la Magna sua possanza
presentemente la viene a mostrare:
vedrem se, come di’, Carlo di Franza
8l’attenderá col suo folle orgogliare.
Ché, se l’attende, si com’hai contato,
di tutti i suoi peccati penitenza
11averá: e questo ci è profetezzato.
Ché molti saggi loro sperienza
n’han fatta, che cosí hanno trovato;
14ma Carlo fuggerá, per la temenza.

3 — SER BEROARDO
L’angioino dovrá rendere omaggio al rivale.

D’accorgimento prode siete, e saggio
in molte cose, ma di questo errate,
che Carlo sia di si franco coraggio,
4ch’ad ogni uom doni ciò, che ne contate.
Or si parrá: ch’entrato è nel viaggio
segnor, che mena e dá tal libertate,
che converrá die pur li faccia omaggio
8colui, a cui presgio cotanto date.
E parrá se le spade tedeschine
avranno forza contro a’ quadeiletti,
11come tu die, amico, che sian fine.
Le battaglie non son come sonetti,
che pugnono li ferri piú, che spine;
14però non son sentenze li tuo’ detti.