Pagina:AA. VV. - Lirici marinisti.djvu/127

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antonio bruni 121

VI

A UNA POETESSA

     Oh qual radoppia in te gemini onori,
nobil donna, fra noi pompa novella,
o se ti mostri altrui leggiadra e bella
o se spieghi talor carmi canori!
     Sotto l’ombra or de’ mirti or degli allori,
fai col volto e co’ versi ogn’alma ancella;
sí che dea degli Amori Amor t’appella
e del canto le dee col canto onori.
     Tu, di par chiara in Cipro e in Elicona,
ardi i cor, verghi i fogli e in ogni parte
con doppia gloria il nome tuo risona.
     Ma piú ricco è ’l tuo crin cólto senz’arte
che di sacra ravvolto aurea corona:
parlan gli occhi d’amor piú che le carte.

VII

LA DAMA FRANCESE IN ROMA

     Giá da la Senna al Tebro, ove t’invita
gloria d’amor piú che gli altrui stupori,
passi e a l’orgoglio hai la bellezza unita,
tra le Grazie famosa e tra gli Amori.
     Cosí ciascuno in te, fra gli ostri e gli ori,
l’ostro del volto e l’ór del crine addita,
né ti vagheggia mai che non t’adori
e non. t’adora sol chi non ha vita.
     Di lá de l’Alpi incatenata e doma
la Gallia, a incatenar giunta qui sei
eserciti di cor con una chioma.
     E ben chi vince altrui vincer tu dèi,
e stimerá di trionfar pur Roma,
mentre, donna, trionfi in lei di lei.