Pagina:AA. VV. - Lirici marinisti.djvu/221

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

d’incerto 215

D’INCERTO


ZITELLA ROMANESCA RITROSA

     — Oimè, che fastidioso! andate in lá,
non vi vollio baciare, signor no!
Che ci credete forse? Oh, guarda un po’
costui come è sfacciato! Oh via, in che dá?
     Orsú, andate via, lasciate sta’,
ch’io non fo queste cose: oh, via, mò;
che sí, che sul mustaccio io vi darò
una pianella; io non ci voglio fa’.
     Se non andate via, io grido a fé,
e lo dirò a mia ma’, e allora qui
piú non verrete e vi dirá il perché.
     Piú presto un’altra volta o un altro dí...
Come séte ostinato! In quanto a me,
credo con tutte voi fate cosi.
     Pure volete, eh sí.
Uh, poveraccia me! oh, via, su,
io voglio fa’, per non sentirvi piú! —