Pagina:Abrabanel, Juda ben Isaac – Dialoghi d'amore, 1929 – BEIC 1855777.djvu/29

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rapporti tra onesto, dilettevole, utile 23

amate. Ne la qual cosa l’onesto è dissimile al delettabile, perché, dipoi che ’l delettabile s’è avuto perfettamente, non s’ama, ma piú presto suol venire in odio e fastidio. Adunque l’onesto è dissimile a tutti due, utile e delettabile, non solamente ne l’essere accompagnato sempre da l’amore, cosí quando si desidera e non s’ha, come quando s’ha e non si desidera, (il che non si truova in alcuno degli altri due); ma ancora è dissimile a loro in un’altra cosa e notabil proprietá: che la virtú negli altri due consiste nel mezzo de l’amare e desiderare, (il superfluo de le cose delettabili e utili son gli estremi da’ quali procedono tutti li maggior vizi umani); ma ne le cose oneste, quanto l’amor e desiderio è superfluo e sfrenato, tanto piú è laudabile e virtuoso. E il poco di questo è vizio; ché chi di tale amor e desiderio fusse privato, non solamente sarebbe vizioso ma ancora inumano; però che l’onesto è il vero bene, e il bene, come dice il Filosofo, è quel che tutti gli uomini desiderano, se ben ciascuno naturalmente desideri sapere.

Sofia. Altrimenti mi par avere intesa questa dissimiglianza.

Filone. In che modo?

Sofia. Dicono che de l’onesto l’estremo del superfluo è virtuoso, perché, quanto piú si desidera ama e segue, tanto piú è virtú; e l’estremo del poco è vizio, perché non è maggiore vizio che lassare d’amare le cose oneste. Negli altri due, utile e delettabile, si truova l’opposito: perché la virtú consiste ne l’estremo del poco desiderare amare e seguire le cose utili e delettabili; e ’l vizio consiste ne l’estremo del molto cercarle e ne l’escessiva sollecitudine di quelle. Di sorte che la virtú de l’onesto è ne l’escessivo amore di quello, e il vizio nel poco amore; e la virtú de l’utile e delettabile è in amarli poco, e il vizio in amarli assai.

Filone. In alcuna sorte d’uomini è vera questa tua sentenzia, perché la virtú de l’utile e delettabile consiste ne l’estremo del poco amarli e seguirli; ma non è vera universalmente, perché comunemente ne la vita morale la virtú di questi due consiste nella mediocritá e non in estremo alcuno. Ché, cosí come è vizio amare troppo l’utile e delettabile, cosí è vizio ancora