Pagina:Abrabanel, Juda ben Isaac – Dialoghi d'amore, 1929 – BEIC 1855777.djvu/30

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24 i - d’amore e desiderio

il non amarlo, o, per dire meglio, amarlo manco del bisogno, come di sopra t’ho detto. E li peripatetici (è ben vero) in quelli che seguono la vita contemplativa e intellettuale, ne la qual consiste l’ultima felicitá, hanno per vizio la cura de le cose utili e il desiderio del delettabile, non solo ne l’escesso, ma ancora nel mediocre; e la strettezza è necessaria per la intima contemplazione, perché l’uso di quelli è non poco impedimento; e il necessario suo consiste in molto manco che non fa quel de’ virtuosi mortali, secondo provano li stoici. Di modo che ne la vita morale la virtú consiste nel mezzo de le cose utili e delettabili; e in la vita contemplativa consiste ne l’estremo del poco utile e delettabile. In la vita morale tutti due l’estrenú son vizi; ne la contemplativa il vizio consiste solo nel poco.

Sofia. Conosco come tutte due le sentenzie hanno luogo; ma dimmi la causa di questa dissimiglianza che si truova tra l’onesto, l’utile e ’l delettabile.

Filone. La causa è questa: che, si come il sfrenato appetito de la dilettazione e l’insaziabil cupiditá de le ricchezze, mettono al fondo la nostra anima intellettiva e nel loto de la materia, e oscurano la mente chiara con la tenebrosa sensualitá; cosí l’insaziabile e ardente amore de la sapienzia e virtú de le cose oneste è quello che fa divino il nostro intelletto umano, e [che] il nostro fragil corpo, vaso di corruzione, converte in istrumento d’angelica spiritualitá.

Sofia. La moderazione e mediocritá ne le cose utili e delettabili, non l’hai tu per oneste?

Filone. Poi che son virtú, perché non saranno ancora oneste?

Sofia. Adunque, se sono oneste, l’estremo suo perché è vizio? Ché tu hai detto le cose oneste aver la virtú ne l’escesso, e non nel poco e ancor ne la mediocritá; e da l’altra parte dici che de la mediocritá de l’utile e delettabile l’escesso è virtú. Questo parimente è contradizione.

Filone. Poiché hai sottile ingegno, procura di farlo sapiente. La virtú che si truova ne l’utile e delettabile, non è per sua natura: perché la sensual dilettazione (ovver la fanta-