Pagina:Abrabanel, Juda ben Isaac – Dialoghi d'amore, 1929 – BEIC 1855777.djvu/32

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26 i - d’amore e desiderio

fastidio come l’altre cose puramente delettabili che, quando si posseggono, non si stimano, come quando mancano e si desiderano. È un’altra causa ancora per la quale la sanitá non s’ha a noia né viene in fastidio: perché il sentimento de la sua dilettazione non è solamente appresso i sentimenti materiali esteriori, come il gusto a modo de le cose che si mangiano, o del tatto come la carnal dilettazione, o de l’odorato come gli odori li quali presto vengono in fastidio; ma ancora è appresso i sentimenti spirituali, che piú tardi si saziano. Perché non consiste in odire, come le dolci armonie e le soavi voci, né ancora in vedere, come le belle e proporzionate figure; anzi la dilettazione de la sanitá si sente con tutto il sentimento umano, cosí del sentimento esteriore come interiore, e ancora ne la fantasia; e quando non si ha, non solamente si desidera con l’appetito sensitivo, ma ancora con la propria volontá governata dalla ragione. Di sorte che è una delettazione onesta, ben che per la continua possessione suole essere manco stimata.

Sofia. Mi basta quel che hai detto della sanitá. Di’ de’ figliuoli.

Filone. Li figliuoli, benché qualche volta sieno desiderati per l’utile, come è per la successione delle ricchezze e per l’acquisto di quelle, niente di manco l’amore suo e natural desiderio è ancor delettabile: e però non si truova simigliante ne gli animali bruti, ché le lor delettazioni non si stendono se non ne li cinque sentimenti esteriori sopra nominati. Ché, se bene il vedere e udire i figliuoli causa dilettazione a’ padri, non per questo il fine del suo desiderio è solamente in averli: ché la principal dilettazione consiste ne la fantasia e cogitazione (quale è spiritual potenzia, che non è quella de’ sentimenti esteriori); e per questo non è la sua sazietá fastidiosa. E maggiormente, che non si desiderano sol con il puro sensuale appetito, ma ancora con la volontá dirizzata da la mente razionale; qual’è governatrice non errante de la natura. Ché (come dice il Filosofo) mancando agli animali l’individuale perpetuitá, conoscendosi mortali, desiderano d’essere immortali almanco per li