Pagina:Abrabanel, Juda ben Isaac – Dialoghi d'amore, 1929 – BEIC 1855777.djvu/369

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rapporti tra bello, buono e diletto 363


Sofia. Ne le belle dilettazioni è forse questa differenzia ancora di buone e gattive, come in quelle che non sono?

Filone. Anzi assai: però che molte cose sono amate per belle, che se bene hanno qualche formale bellezza apparente che le fa amate, quella è tanto vinta de la deformitá e bruttezza de la lor materia, che sono veramente brutte, non amabili ma odiabili e da fuggire: e di questa sorta è la bellezza de l’oro ornamenti gioie e de l’altre cose materiali superflue non necessarie a la vita, l’amore de le quali propriamente si chiama cupiditá e avarizia. E cosí paiano belli li ragionamenti, orazioni e versi che sono faceti e consonanti e contengono sentenzie disoneste e brutte, e cosí tutte le vaghe fantasie, e belli disegni a l’apparenzia, che da l’intellettuale ragione sono giudicate brutte: e di questa sorte sono l’illicita gloria e onore e ingiusto dominio e imperio, che come belli apparenti sono desiati, essendo in sé deformi e disonesti; l’amore de’ quali si dice ambizione, e il desio di tutte le spezie de le cose desiate, belle e buone apparenti e non esistenti, comunemente si chiama libidine.

Sofia. Sono dunque secondo questo quattro maniere di dilettazioni, due buone e belle e due buone e non belle: l’una de le buone e belle è esistente e l’altra è apparente, e cosí l’una de le buone e non belle è di buono esistente e l’altra di buono apparente. Sariano cosí forse tante differenzie ne li desidéri e ne li desideranti?

Filone. Ne li desidéri sí, che hanno tutte quattro le differenzie de le dilettazioni desiderate; ma ne li desideranti non bisogna porre piú che due spezie, cioè temperato o stemperato, ovvero onesto o disonesto. Li temperati de le belle bellezze e buone, e di quelle che sono belle e non buone, desiano quelle che sono tali in vera esistenzia, e non solo in apparenzia; ma li desideranti stemperati desiano quelle dilettazioni che sono belle, ovvero buone, in apparenzia, non in vera esistenzia: e questa differenzia procede da la bontá e bellezza che è ne l’anime de li desideranti, che quello che è buono e bello ama le dilettazioni veramente belle e desia le veramente buone, e quello che non ha bene né bellezza esistente, ma solamente apparente,