Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. II, 1966 – BEIC 9707880.djvu/170

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164 profugiorum ab ærumna

veteris vestigia flammae, ma e in prima mi si rinnuovano mie triste memorie e raccendonmisi insieme e’ miei dispiaceri oltramodo; e dico anche io:

dulces exuviae, dum fata deusque sinebant;

e viemmi lacrimato prima ch’io m’avegga del mio o volete errore o volete dolore. Diresti: e perché piagni? Rispondere’ti come rispose Solone filosofo: piango perché sento che ’l pianger nulla giova al mio dolore. Ma in questo chi mi ripreendesse? Noi vediamo natural desiderio fino alle fere silvestre intorno a’ nidi e presso a’ covili suoi dar segni manifesti de’ loro incommodi. E prudentissimo fu quel detto del figliuolo di Nestorre presso del nostro Omero: io non lodo el piangere. E piangere nulla e’ morti suoi mi par biasimo, quando questo solo onore si debba a’ miseri mortali usciti di vita. Vedi che Priamo, re prudentissimo, alle essequie del suo Ettor, fortissimo figliuolo, comandò si celebrassero e’ pianti interi nove dì, poi el decimo dì si sepellisse e facessonsi le essequie, e l’undecimo dì ordinò se gli construisse el sepolcro onoratissimo. Ed ebbe in queste funerali cerimonie chi con modi e canti e versi piangiosi eccitava mestizia e sospiri a chi udiva e vedea. Simile lodano Marco Fabio che, perduto el fratello, recusò la grillanda, insigne publico onoratissimo. Ma che raccontiamo noi essempli de’ principi mortali, o donde meglio compreenderemo quel che in questo s’appruovi presso de’ dotti e famosissimi scrittori, quando la Dea degl’iddii, presso a Omero, prese el velo nero nel suo merore e cordoglio?

Agnolo. Or così fa, Niccola; tu omo qual sopra gli altri sempre fusti in ogni tuo vita sempre pazientissimo, segui meco argumentando e dissuadendo la pazienza. S’io volessi mostrarti quanto el sapere, come e’ dicono, vorare la inezia del volgo e piegarsi alle temerità de’ venti e aure populare sempre fu cosa commodissima, e s’io volessi esplicarti quanto l’essere non subito, non precipitoso, non aventato in suoi movimenti d’animo e volontà, sia cosa necessaria in vita, atta a virtù, conveniente a bene e beato traducere ogni suo età piena d’officio, piena di frutto, piena di merito, nulla difficile, nulla iniocunda, nulla disconveniente a chi sia ben con-