Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/208

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186 della architettura

Mitridate, edificò in quel luogo, dove ei lo superò, la Città di Nicopoli nella Armenia minore. Nondimeno e’ pare che Seleuco superasse tutti costoro, perche ad honore de la Moglie fece tre Città dette Apamie. Ad honor de la Madre ne fece cinque Laodicee, et in honor suo ne fece nove Seleucie, et in honor del Padre fece dieci Antiochie. Altri si hanno procacciato nome appresso a posteri non tanto con la grandezza de la spesa, quanto con alcuna nuova inventione. Cesare de le coccole de lo Alloro, che egli portò nel Trionfo, fece seminare una selva, et la consacrò a futuri Trionfi. Appresso ad Ascalo in Syria era un celebrato Tempio, nel quale era collocata la statua di Dercete, che haveva il volto humano, et il restante di pesce, per essersi di quel luogo precipitata nello stagno; et fuvi oltra di questo ordinato che qualunque Syrio gustasse pesce di quel lago, li fusse vietata l’entrata del Tempio, il fuoco, et l’acqua. Appresso al lago de Marsi i Mutinii popoli finsono Medea ammazzaserpenti, secondo l’effigie d’un serpente; perche con lo aiuto suo si liberarono da la ingiuria de serpenti. Simile a queste cose fu la Hydra di Hercole, la Vacca, la Fiera Lernea, et l’altre cose che gli antichi Poeti dipinsono ne loro versi: le quali inventioni molto mi piacciono, pur che elle habbino rinchiuso in se un certo che di virtuoso, tal come è quel che fu sculpito al sepolcro di Symandio; percioche e’ vi è scolpito un Giudice con alcuni de magistrati principali, vestiti a guisa di Sacerdoti, dal collo de quali stà pendente al petto la verità, che con gli occhi chiusi accenna, et nel mezo vi è un monte di libri, et uno Epitaffio che dice: Questi sono i veri medicamenti dell’animo. Ma l’usanza de le statue fu la più egregia di tutte, conciosia ch’elle sono buone per adornare gli edificii sacri, et i secolari, et i publici et i privati; et serbano con loro una rimembranza maravigliosa et de gli huomini, et de le cose. Et certamente che e’ dicono che e’ fu di grandissimo ingegno chi trovò le statue, et che le nacquono insieme con la Religione; et tengon per cosa certa che gli inventori delle statue fussino i Toscani. Altri credono che i Telchinii Rodiani fussino i primi che fabbricassino statue delli Dii, et scrivono ch’elle erano solite con le loro magiche religioni far tornare i nugoli, et le pioggie, et cose simili, et mutarli secondo che più piaceva loro in varie forme d’animali. Infra i Greci fu il primo Cadmo figliuolo di Agenore che consecrasse nel Tempio le slatue de gli Dii. Torniamo in Aristotile che le prime statue che furono collocate su la piazza di Athene, furono in honore di Hermodoro, et di Aristogitone, per essere stati i primi a liberar la Città da la Tirannide. Et Arriano historico racconta che queste stesse statue furono di Susa (dove già Serse l’haveva trasportate) ricondotte in Athene da Alessandro. In Roma fu tanta gran moltitudine di statue, che e’ si diceva che e’ vi era un’altro popolo di marmo. Rapsinate antichissimo Re di Egitto rizzò statue di Pietra a Vulcano alte braccia diciotto et tre quarti. Sesostre Egittio fece una statua per sè, et una per la Moglie alte braccia ventiquattro. Amasi appresso a Menfi collocò una statua a sedere, la grandezza de la quale era quarantasette piedi, cioè braccia ventitre et mezo, et nella sua basa ve ne era due altre alte venti piedi. Al sepolcro di Simandio vi erano tre statue di Giove di mano di Memnone, opera miracolosa, intagliate in una pietra d’un pezzo solo; una de le quali sedendo era tanto grande, che il piede suo era più di braccia cinque, et un quarto, et oltre alla arte del Maestro, et alla grandezza di si gran Pietra, era cosa maravigliosa, che in si gran Pietra non era ne un pelo, ne una macchia. Et non trovando di poi i posteri saldezza nè grandezza di Pietre secondo quelle grandezze che cercavano di voler fare le statue, cominciarono a farle di bronzo di cento cubiti: ma oltre alle altre cose, mancando a Semiramis una Pietra di quella grandezza che ella desiderava, et havendo in animo di fare qualche cosa molto maggiore che non si potesse fare di bronzo vicino al monte di Media, che si chiama Bagistano, fece sculpire la sua propia immagine in


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