Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/215

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libro ottavo. 193

sotterrassino ancora gli inimici. Raccontansi molti modi, et molti de’ mortorii et de sepolchri, che lo andar lor dietro sarebbe fuor di proposito, si come è quello che si dice de gli Sciti, che erano soliti per fare honore a morti di mangiarseli in compagnia de le altre loro vivande; et altri nutrire cani, accioche morti poi fossino da essi devorati. Ma sia di ciò detto a bastanza. La maggior parte quasi di coloro, che vollono, che la loro Republica fusse ordinata di buone leggi, procurarono la prima cosa, che et i mortorii, et i sepolchri i non si facessero troppo suntuosi. Secondo la legge di Pittaco, sopra il tumulo; de la terra del morto non era lecito porvi cosa alcuna salvo che tre colonnette, non più alte che un cubito, ò che una misura, conciosia che e’ pensavano, che e’ fusse cosa conveniente, che in quella cosa in la quale la natura di tutti era comune, non vi si havesse ad havere differentia alcuna, ma che le cose fussino ugualmente comuni cosi alla Plebe, come a Ricchi, secondo il costume antico; adunque si ricoprivano cosi, solamente di zolle, et pensavano che questo stesse molto bene, percioche essendo il corpo di terra, lo riponevano quasi nel grembo de la Madre. Et ordinarono che nessuno potesse fare sepolchro lavorato di maniera, che vi andasse più tempo che quello vi consumassero dieci huomini in tre giornate. Ma gli Egittii feciono più che tutti gli altri i lor sepolchri con curiosità grandissima. Conciosia che egli usavano dire che gli huomini facevano errore a fabricarsi le case tanto dilicatamente, le quali havevano ad essere stanze per brevissimo tempo, et a non tenere troppa cura de sepolchri dove havevano a riposarsi tanto lungamente. Ma a me pare che questo consuoni più alla verità. Le genti in quella prima loro antichità, ordinarono che in quel luogo dove e’ sotterravano i corpi morti, si mettesse per segno la prima cosa una Pietra, o forse (come disse Platone nelle sue leggi) uno arbore, et di poi cominciarono ad ammassarvi sopra, et allo intorno, alcune cose, accioche le bestie con lo scalzare, o con lo smovere non vi facessino bruttura alcuna, et ritornando poi quella medesima stagione dell’anno, ritrovando quel campo o fiorito, o carico di ricolte, come era a l’hora, che i loro morivano, non era gran fatto che si destasse ne gli animi loro il desiderio de loro carissimi morti, et ch’egli andassero insieme al prefato luogo raccontando, et cantando i detti, et i fatti di quelli, et adornando con quelle cose che e’ potevano la memoria del morto. Di quì forse nacque che tutti gli altri, et Greci massimo usarono di adornare i sepolchri di coloro, et di farli sacrificii, a quali e’ si trovassero grandemente obligati. Ragunavansi, dice Tucidide, in quel luogo con habiti appropriati a quello, et vi arrecavano le primizie de’ loro frutti: la qual cosa certo pensarono che fusse molto cosa pia, et religiosissima il farla publicamente. Onde aviene che io vò conietturando che eglino posono non solamente a loro sepolchri terra amontata, o colonnette per ricoprimento et per segno, ma usarono di porvi ancora alcuni Altaretti, per havervi luogo da poter celebrare tal sacrificio honoratissimamente. Per la qual cosa procurarono, che e’ fussino convenientissimi, et ornatissimi per ogni conio. Ma furono varii i luoghi dove e’ collocarono si fatti sepolchri: secondo la legge Pontificia non era lecito porre i sepolchri in luoghi publici. A Platone parve che l’huomo dovea essere tale, che nè vivo, nè morto havesse a esser molesto al consorzio de gli huomini, et per questo voleva ch’e’ si sotterrassino fuori de la Città, et in terreno sterile. Questo andarono imitando coloro ch’assegnarono a sepolchri un luogo scoperto determinato, et separato dal commerzio de gli huomini: i quali io lodo grandemente. Altri per il contrario serbavano i corpi morti in casa rinchiusi in sale, o in gesso. Micerino Re de gli Egittii havea rinchiuso il corpo morto de la figliuola in un bue di legno, e lo serbava appresso di se nel palazzo regio, et commandava a coloro che havevano la cura de’ sacrifizii, che gli facessino il rinnovale ogni giorno. Racconta Servio che li Antichi solevano collocare i sepolchri de figliuoli nobilissimi, et eccellentissi-


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