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34 della architettura

Del conservare i Legnami poi che saranno tagliati, et dello impiastrarli, et de rimedii contro le loro infermitadì; et del collocargli commodamente.

cap. v.


POi che i Legnami saranno tagliati, bisogna riporgli in luoghi dove non sieno Soli potenti, o fiati crudeli di Venti; et massimo quelli che cascano da per loro, bisogna che al tutto stieno difesi dalla ombra. Anzi, et per questo usarono gli Architettori antichi, imbovinarli. Et Teofrasto dice, che questo si fa perche havendo riturati atorno atorno tutti gli esiti, la flemma ragunatavisi dentro, et la immoderata forza de vapori, si instilli, et respiri a poco a poco per entro la midolla; onde aviene, che l’altra siccità del legno si condensi, seccandosi ugualmente per tutto. Et pensano che posti a stare capo piede, si secchino più commodamente. Oltra di questo, danno varii rimedii contro allo invecchiarsi, et alle infermità che gli posson intervenire. Teofrasto pensa che per il sotterrargli, i Legnami si condensino grandissimamente. Catone dice che i Legnami tagliati si intridino di morchia; acciò che nè tigniuole, nè tarli non nuochino loro. Et si sà che i Legnami, che sono offesi dalle acque, si difendono con la pece. Et raccontano che i Legni che sono macerati nella morchia, ardono senza alcun tedio di fumo. Plinio scrive che al Laberinto di Egitto, vi son poste molte travi di spina d’Egitto impiastrate d’olio. Et Teofrasto dice che i Legnami, che sono impiastrati di pania, non ardono. Nè lascerò questo in dietro, che appresso di Gellio nelli Annali di Quinto Claudio si truova che per havere Archelao Prefetto di Mitridate dato a una Torre di Legname al Pireo, più coverte di Allume, combattendola Silla, ella non arse. Sono oltra di questo alcuni Alberi, che si condensano, et si fortificano contro le tempeste in varii modi. Imperoche e’ pongono sotto terra i Legnami Cedrini, et gli impiastrano di cera, per sette giorni, et con inframesso d’altretanti, gli sotterrano sotto monti di grani; onde aviene, ch’e’ ne divengono, sì più gagliardi, sì più commodi alle opere: perche cosi se gli scema grandissima parte di peso. Et dicono ancora, che acquistano quella loro durezza, seccata in Mare, densissima, et incorruttibile. Il Castagno è certo che si purga nelle acque del Mare. Plinio scrive che il Fico di Egitto si sotterra nelle acque, accioche egli si secchi, et diventi leggieri; che da prima và al fondo. Noi veggiamo che i nostri Legnaiuoli sotterrano i Legni nell’acqua et nel fango, et massimo quelli che e’ vogliono che si lavorino a tornio, per trenta giorni; perche e’ pensano, che seccandosi più presto, siano più facili a farne ogni cosa. Sono alcuni che affermano che a qualunque Legno tu vuoi, accade che se tu lo sotterrerai mentre sarà ancora verde, durerà eterno; ma serbato o ne boschi, o sotterrato, o impiastrato, i savii son tutti di quello parere, che e’ non si debba toccare se non passati tre mesi. E’ bisogna che il Legname si assodi, et che e’ pigli quasi una certa maturità di fermezza, inanzi che e’ si metta in opera. Poi che tu harai cosi i legnami, Catone comanda, che e’ non si cavino fuori, se non a Luna scema, et doppo mezo dì, et della Luna scema danna gli quattro giorni doppo la quintadecima: Et ne avertisce, dicendo che non si cavino fuori, mentre tira Ostro. Et quando pure si tireranno fuori, non si tirino per la rugiada, nè si piallino, o seghino, che sieno rugiadosi, o freddi, ma secchi per ogni conto.

Quali