Pagina:Alberti - Della pittura e della statua, Milano, 1804.djvu/64

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di leonbatista alberti. 35

e quanto a conoscere la diffinizione della Pittura, e quanto ancora a quelle cose che noi dobbiamo dire. E non sia alcuno che dubiti, che colui non diventerà giammai buon Pittore, che non intenda eccellentemente quel che nel dipignere ei cercherà di fare. Imperocchè in vano si tira l’arco, se prima non hai designato il luogo dove tu vuoi indirizzare la freccia. E vorrei certamente che noi ci persuadessimo, colui solo essere per diventare ottimo Pittore, il quale ora ha imparato a collocare ottimamente tutti i dintorni, e tutte le qualità delle superficie. E per il contrario io affermo che non riuscirà mai buon Pittore colui, che non saprà esattamente, e diligentissimamente le cose che abbiamo dette. E però è stato necessario tutto quello che si è detto delle superficie, e del taglio. Resta ora che si ammaestri il Pittore, del modo che egli avrà a tenere nello imitar con la mano, le cose che egli si sarà immaginato prima nella mente.